Memoria, giornalisti triestini espulsi nel ‘38 perché ebrei: l’anteprima del documentario in diretta streaming su Facebook

Il film documentario, cui ha collaborato il Museo della Comunità ebraica di Trieste Carlo e Vera Wagner, racconta questa storia attingendo ad archivi istituzionali e privati e indagando l’impatto che produsse sulle memorie individuali. Alle 17.30 la diretta sui social del Comune di Trieste, del Il Piccolo e del Circolo della Stampa

TRIESTE. Venerdì 18 settembre 2020 al Circolo della stampa di Trieste, i presidenti dell’Ordine dei giornalisti regionale Cristiano Degano e dell’Assostampa Fvg Carlo Muscatello hanno reiscritto “ad honorem” i giornalisti triestini che il fascismo aveva cancellato ottant’anni fa dagli elenchi professionali. I nomi: Vito Levi, Massimo Della Pergola, Alice Pincherle, Ida Finzi, Federico Levi, Edvige Levi Guanalachi, Aldo Cassuto, Isacco Kleim, Mario Bolaffio.

La data è stata scelta poiché il 18 settembre del 1938 Benito Mussolini, proprio a Trieste, in un comizio in piazza dell’Unità, annunciò il varo delle leggi razziali che provocarono numerose vittime nella comunità ebraica triestina. Questo fatto diede inizio alle persecuzioni più terribili e ai campi di concentramento in perfetto accordo con le teorie di purezza della razza di Adolf Hitler.


All’evento hanno partecipato il presidente del Circolo della Stampa, Pierluigi Sabatti, il rabbino capo Meloni ed esponenti del mondo ebraico e il professor Enrico Serventi Longhi, docente di Storia alla Sapienza di Roma, al quale si deve la ricerca negli archivi della Fondazione Murialdi sulle epurazioni della categoria. Intervenuti pure la preside Cesira Militello e la docente Sabrina Benussi con alcuni allievi del liceo Petrarca di Trieste, artefici della mostra “Razzismo in cattedra” e del documentario “1938 Vita amara”.

Per tramandare la memoria di questo piccolo ma significativo evento risarcitorio del gravissimo torto fatto a quei giornalisti è nato un film-documentario, realizzato dalla stessa professoressa e film-maker Sabrina Benussi, che prende il titolo dalla nota di poche righe apparse il 18 novembre del 1938 sul “Popolo di Trieste”, il quotidiano fascista della città “I giudei eliminati dal circolo della Stampa”.

L’articolo prosegue con il plauso delle camicie nere della redazione: “Era logico che i giudei non dovessero più far parte di quella che noi consideriamo la nostra casa, la nostra famiglia. Il giornalismo fascista è un posto avanzato della Rivoluzione, che deve essere presidiato da uomini puri di sangue e di cuore, da militi fedeli interamente votati alla Causa”.

A Trieste, come nel resto d’Italia, la scure delle Leggi razziali che, a partire dal settembre del 1938, si abbatte sul mondo della scuola, dell’economia, della cultura e delle professioni dando il via alla persecuzione, cancella la presenza dei giornalisti professionisti e dei pubblicisti ebrei dalle testate cittadine, operazione favorita dallo stesso sindacato dei giornalisti che si occupa di compilare le liste di proscrizione. Lo stesso proprietario del “Piccolo”, Teodoro Mayer, che pure era stato senatore del Regno vicino al regime, sarà costretto a cedere il quotidiano.

Il film documentario, cui ha collaborato il Museo della Comunità ebraica di Trieste “Carlo e Vera Wagner”, racconta questa storia attingendo ad archivi istituzionali e privati e indagando l’impatto che produsse sulle memorie individuali.

Sergio Della Pergola figlio del giornalista sportivo espulso Massimo Della Pergola racconta le vicende della sua famiglia in fuga e di come il padre, profugo in Svizzera, inventò il progetto P ovvero il futuro Totocalcio. La giornalista Mariella Grande ripercorre le vicissitudini di Ida Finzi alias Haydée, giornalista e scrittrice costretta, ormai anziana, a nascondersi in un ospizio a Portogruaro e morta in solitudine…

Al film documentario partecipano il prof. Marcello Flores, il conduttore radiofonico e giornalista Massimo Cirri, il giornalista e scrittore Pierluigi Sabatti, la giornalista Mariella Grande accompagnandoci nell’Italia e in particolare nella Trieste dell’epoca, descrivendo il clima sia politico che culturale che si respirava.

Promosso dall’Ordine dei giornalisti e dall’Assostampa del Friuli Venezia Giulia unitamente al Circolo della Stampa di Trieste, con la collaborazione del Museo della Comunità ebraica di Trieste “Carlo e Vera Wagner”, di Link e il sostegno della Fondazione CrTrieste e della Fondazione Casali, il video sarà presentato in anteprima giovedì 27 gennaio, alle ore 17.30, sui canali FaceBook del Circolo della Stampa, del Comune di Trieste, del quotidiano il “Piccolo” e di Articolo 21. Parteciperanno i presidenti dell’Ordine dei giornalisti Cristiano Degano, dell’Assostampa, Carlo Muscatello, e del Circolo della stampa, Pierluigi Sabatti in collegamento con il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, il direttore de “Il Piccolo”, Omar Monestier, il Rabbino di Trieste, Alexander Meloni, lo storico Enrico Serventi Longhi, il presidente onorario dell’Assostampa FVG, Luciano Ceschia.

Domenica 30 gennaio, alle 9.15, il documentario verrà trasmesso su Rai 3, a diffusione regionale, e, in replica, mercoledì 2 febbraio, alle 21.20, su Rai 3 bis, canale 103 del digitale terrestre.

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