Pietre d’inciampo e Giorno della memoria Corsa a Muggia per installarle entro giovedì

Le “stolpersteine” sono appena arrivate in città. Il vicesindaco Delconte: «Faremo di tutto per posarle il 27 gennaio» 

il caso

MUGGIA


A breve, dopo Trieste, Udine, Gorizia, Pordenone, Cussignacco, Cormons, Doberdò del Lago, Fogliano Redipuglia e Ronchi dei Legionari, Muggia sarà la decima città del Friuli Venezia Giulia ad avere, nel proprio territorio, le “stolpersteine”, le pietre d’inciampo posizionate davanti alla soglia di quella che fu l’ultima residenza dei cittadini arrestati e deportati nei capi di concentramento e di sterminio nazisti.

L’obiettivo dichiarato del vicesindaco e assessore alla Cultura Nicola Delconte è quello di riuscire a installare le caratteristiche pietre in occasione del Giorno della memoria, ossia il prossimo giovedì, 27 gennaio. Ma le “stolpersteine” sono giunte a Muggia solo nei giorni scorsi: «L’arrivo così ravvicinato delle pietre rispetto alla Giornata della memoria ci obbliga a un grande impegno per poterle collocare entro il 27 gennaio. Cercheremo di farlo e stiamo lavorando per questo, consapevoli dell’importanza di installarle proprio in occasione del 27 gennaio».

È una storia, quella delle pietre d’inciampo muggesane, che ha origine nel 2020, esattamente Il 19 agosto di quell’anno, con una delibera di giunta. Da allora niente di fatto mentre nella vicina Trieste, dal 2020 a oggi, sono state posizionate 53 “stolpersteine”, di cui 20 lo scorso 10 gennaio. Resta però ferma l’intenzione espressa da Delconte di risolvere lo stallo quanto prima: «L’installazione di queste pietre è importante per ricordare le innumerevoli deportazioni subite dai muggesani. Noi, con la collaborazione dell’Anpi, proseguiremo nella ricerca dei cittadini muggesani che hanno subito questo triste destino per poterli ricordare degnamente e trasmettere ai ragazzi, alle nuove generazioni, quanto di atroce la storia recente è riuscita a produrre».

Quattro i nominativi sinora rintracciati dopo lunghe ricerche: Aldo Petech di Antonio, nato a Muggia il 20 settembre 1924, morto nella Risiera di San Sabba il 22 novembre 1944, la cui ultima residenza fu quella di via Dante Alighieri 1; Giuseppe Gabbiano, nato a Muggia il 5 febbraio 1925, deportato a Dachau e lì morto il 31 dicembre 1944, ultima residenza via Dante Alighieri 15; Vittorio Robba, nato a Muggia il 16 agosto 1879, arrestato da fascisti e Ss il 7 maggio 1944 come ostaggio, deportato a Dachau dove morì il 14 ottobre 1944, ultima residenza via D’Annunzio 7; Carlo Robba, figlio di Vittorio, nato a Muggia l’11 agosto 1918, arrestato con il padre e con lui deportato a Dachau, dove morì il 22 settembre 1944.

In vista del Giorno della memoria a Muggia sono stati programmati due eventi: il primo è già andato in scena al Verdi, proprio ieri - “È bello vivere liberi! ”, progetto di teatro civile con protagonisti un’attrice, cinque burattini e un pupazzo, ispirato alla vita di Ondina Peteani, di Marta Cuscunà - mentre il secondo sarà quello del 30 gennaio, alle 17, sempre al Verdi, con un concerto dedicato al compositore e jazzista Fritz Weiss, deportato a Terezin e ucciso ad Auschwitz.—



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