I timori per la Bosnia Erzegovina nel presidio di piazza Libertà

Sei associazioni hanno espresso le loro preoccupazioni per il risorgere delle tensioni etniche nel paese balcanico: «Sì alla riconciliazione»

TRIESTE Difendere l’integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina per tutelare l’Europa: è l’appello lanciato ieri mattina in Piazza della Libertà durante un presidio organizzato da un ampio ventaglio di associazioni.

Trieste, in piazza per la Bosnia Erzegovina

I cittadini bosniaci di Trieste, assieme a molti italiani, sono preoccupati per i gravi segnali provenienti da quella regione: dopo gli accordi di Dayton del 1995, il Paese ha mantenuto un fragile equilibrio che ora rischia di essere spezzato da capipopolo che spingono verso nuove fratture secessionistiche. «La Bosnia-Erzegovina – ha spiegato Gianluca Paciucci – è composta da due entità territoriali: una Repubblica serba e una Federazione croato-musulmana, che dovrebbero convivere in uno Stato unitario, solido e forte. Ma in verità non è così. La data del 9 gennaio 2022, in cui ricorreva il trentesimo anniversario della fondazione della Republika Srpska, è stata sfruttata dai nazionalisti serbo-bosniaci per ribadire la necessità di indipendenza. Vi sono forti tendenze separatiste anche nell’Erzegovina croata, che vorrebbe un legame sempre più stretto con Zagabria.» Tutti i gruppi nazionalisti, insomma, hanno le loro responsabilità nella disgregazione di una cultura secolare di tolleranza e pacifica convivenza. «Non ci possiamo permettere – ha continuato Paciucci – che la Bosnia-Erzegovina venga violentata un’altra volta dalla stupidità di élites fatte di massacratori. Potrebbe succedere che, in seguito a questa nuova ondata di nazionalismo, si torni a compiere il disegno dei criminali di guerra posto in essere tra il 1992 e il 1995 mediante la pulizia etnica, lo stupro sistematico e i bombardamenti sulla popolazione civile. Noi diciamo no a tutto questo. I bosniaci desiderano un percorso di riconciliazione, unica strada possibile per garantire un futuro a un Paese devastato dalla guerra». Il presidio "Salviamo la Bosnia ed Erzegovina, Salviamo l'Europa!" è stato promosso da Articolo 21 FVG, Associazione culturale “Tina Modotti”, Comitato “Danilo Dolci”, ICS - Consorzio italiano di solidarietà, Linea d’ombra e Tenda per la pace e per i diritti di Staranzano.

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Milan, Salvini contestato durante la festa scudetto: "Vai a lavorare, sei il disonore dell'Italia"

Farinata con asparagi e cipollotti

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi