Acegas sistema con 2,6 milioni la base dei servizi ambientali

Dalla costruzione del nuovo lavaggio all’ampliamento del parcheggio esterno: opere al via presumibilmente a primavera inoltrata. Ok del Comune al progetto



Il comprensorio ex Nettezza urbana di via Orsera ha dovuto attendere 16 anni prima che il progetto di ristrutturazione imboccasse la strada realizzativa. Con l’avvio del 2022 si è riaccesa anche la macchina amministrativa: il Comune, proprietario dell’area, ha deliberato il sì alla proposta del concessionario AcegasApsAmga, che rinnoverà la base operativa del settore ambientale mediante un investimento pari a 2 milioni 650.000 euro.


L’intervento – dettaglia la delibera – procederà attraverso cinque fasi: le demolizioni, la costruzione del nuovo lavaggio, la trasformazione dell’officina-fabbri in spogliatoio, il recupero dell’ex inceneritore, l’ampliamento del parcheggio esterno.

Il compound di via Orsera è stato costruito negli anni Settanta e i suoi cinquant’anni hanno bisogno di un profondo lifting: c’è il blocco centrale formato da due edifici, un’autorimessa, un lavaggio, un blocco uffici-officine, un parking esterno e uno coperto dotato di silos per conservare il sale. Va evidenziato che nel comprensorio lavorano 150-160 addetti e che vi alberga un centinaio di mezzi. Le prime mosse per il rinnovo di via Orsera risalgono al settembre 2005, quando l’utility AcegasAps (Amga sarebbe arrivata alcuni anni più tardi, dopo che la società triestino-padovana venne assorbita da Hera) mandò le carte alla Soprintendenza, che nel gennaio 2006 trasmise il decreto di insussistenza dell’interesse culturale.

A seguire, siamo ai primi del febbraio sempre 2006, AcegasAps sottopose al Comune la proposta di risistemare la base, ottenendo l’assenso degli uffici e il sì giuntale su un preliminare: siamo verso la fine del primo mandato Dipiazza, alla presidenza di un’AcegasAps, ancora indipendente e quotata in Borsa, siede Massimo Paniccia. Da allora trascorre una quindicina d’anni fino a quando, attraverso tre passaggi tra giugno e novembre, AcegasApsAmga riprende quello spunto che diventa progetto definitivo. Il quadro economico aggiornato prevede una spesa di 1,9 milioni per le opere civili, di 370.000 euro per gli impianti tecnologici, di 190.000 euro per depurazione e trattamento reflui, di 100.000 euro per i servizi di rete, di 100.000 euro per oneri di sicurezza.

AcegasApsAmga fa sapere che è prematuro parlare di avvio del cantiere, perché è ancora in piedi la raccolta autorizzativa e perché dovrà essere bandita una gara d’appalto per l’esecuzione dei lavori: in via del tutto orientativa, fonti aziendali ritengono credibile che la primavera inoltrata possa rappresentare una realistica stagione di decollo.

«Si tratta di un ampio progetto all’insegna dell’efficienza operativa per la gestione del servizio di raccolta – è il commento di Massimo Buiatti, direttore dei servizi ambientali AcegasApsAmga –. L’opera permetterà infatti sia di ammodernare le strutture attualmente presenti, riqualificando edifici non utilizzabili, sia di concentrare le operazioni dei mezzi di raccolta in un’unica sede. In questo modo sarà possibile rendere più efficienti e coordinate le attività dedicate alla raccolta dei rifiuti triestini, in un’ottica di miglioramento del servizio offerto alla città». «In ottica di collaborazione e interscambio con il tessuto cittadino – conclude – sarà nostra cura prendere contatto con i cittadini della zona coinvolta. Questo al fine di condividere i dettagli dei lavori per fugare eventuali dubbi o preoccupazioni dei residenti». —



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