Pochi spettatori al Kinemax di Gorizia e Monfalcone: resterà aperto solo nel fine settimana

Un mese di pausa per le sale cinematografiche. Il direttore Longo: «Dopo l’Epifania il crollo con Ffp2 e lo stop a cibo e bevande»

GORIZIA Il Kinemax di Gorizia sarà aperto soltanto dai venerdì alle domeniche. La chiusura dai lunedì ai giovedì è una scelta temporanea. Con l’11 febbraio, infatti, si tornerà alla normalità delle proiezioni sette giorni su sette. I motivi alla base di questa decisione sono molto semplici: non c’è pubblico e gli incassi non coprono i costi di gestione. Meglio, quindi, prendere una pausa di quasi un mese, profittando di questo periodo per qualche intervento di manutenzione alle sale.

Giuseppe Longo parla di una scelta obbligata, per quanto sofferta. Di alternative, insomma, non ce ne sono. «Abbiamo optato per una soluzione non particolarmente drastica, affinché gli spettatori non perdano l’abitudine e il piacere di vedere i film sul grande schermo: ecco, quindi, perché nei fine settimana si potrà continuare a venire da noi - afferma il direttore del Kinemax -. Del resto, non c’è gente nemmeno per le strade. La pandemia e la paura sono dilaganti. Occorre allora stringere i denti e attendere che passi questo momento terribile. Io, comunque, rimango ottimista per il futuro. Sì, credo fermamente in una ripresa, anche a breve: tra i primi lungometraggi che si potrà vedere da metà febbraio c’è Assassinio sul Nilo di Kenneth Branagh, attesissimo. Del resto, la scelta di chiudere è praticata pure dai cinema di molte altre città italiane. In altre parole, Gorizia non è la sola».

Analoga decisione, peraltro, riguarda il Kinemax di Monfalcone che, però, resterà aperto ancora oggi: in proporzione, la situazione delle due città è la stessa. Il calo, in entrambe, è vertiginoso. «Non è una chiusura, ma solo una pausa - prosegue Longo -. Dopo un anno e mezzo di limitazioni, il pubblico era tornato a frequentare le sale con una certa assiduità. Direi che è stato l’ultimo film di Nanni Moretti, Tre piani, ad aver segnato la nostra ripartenza. Poi, altri lavori sono andati bene: Spider-Man e Diabolik, senza trascurare The house of Gucci, che ha saputo attrarre l’interesse di una fascia di spettatori differente da quella consueta. Determinanti, sono state le introduzioni delle ultime misure anti Covid, stabilite dal 24 dicembre: è stata eliminata la possibilità di somministrare alimenti all’interno dei cinema ed è stato reso obbligatorio l’uso delle mascherine Ffp2».

A ogni modo, durante le feste natalizie gli appassionati non hanno certo disertato le sale. Poi, però, dopo l’Epifania si è verificato il crollo. «La mia è una profonda tristezza: non riusciamo ad avere una piena ripresa ed è una situazione che riguarda i cinema di tutta Italia, con la differenza che Gorizia e Monfalcone non hanno i bacini di utenza di una metropoli. E pensare che le bollette delle utenze sono aumentate di parecchio: ormai sono costi insostenibili in assenza di incassi adeguati a fronteggiarle Poi, dove mi giro vado bar, ristoranti e altre attività commerciali chiuse per Covid: il periodo è deprimente, un’interruzione pare inevitabile».

In questi giorni, allora, Longo continuerà anche a pensare, assieme ai collaboratori, al prossimo Premio internazionale alla miglior sceneggiatura Sergio Amidei e ad altre attività ancora al Palazzo del Cinema-Hiša Filma: sarà l’edizione numero 41 della kermesse. Si svolgerà da giovedì 14 a mercoledì 20 luglio. L’iniziativa verrà ospitata da piazza Vittoria, secondo una soluzione già sperimentata lo scorso anno.

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