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Giallo di Trieste, il marito di Liliana: «Ci sono persone che pensavo amiche e non vogliono più stringermi la mano. Un domani mi chiederanno scusa»

Anche il fratello della moglie non gli parla più. Funerali in forma privata

TRIESTE. «Ci sono persone che reputavo amiche e che ora non vogliono più stringermi la mano, ma un domani mi dovranno chiedere scusa». Il marito di Liliana Resinovich sente su di sé i sospetti di molti.

«Anche il fratello di Lilly non mi parla più, - sostiene - sta tenendo un atteggiamento che non capisco, eppure pochi giorni dopo la scomparsa di mia moglie, gli avevo aperto le porte di casa facendogli vedere gli effetti personali della sorella, senza nascondere nulla».

 Visintin,

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