Contenuto riservato agli abbonati

Il fratello di Liliana diffida il marito: «Lilly non deve essere cremata, il corpo potrebbe rivelare altro»

TRIESTE. Non si dà pace il fratello di Liliana Resinovich, Sergio. Ha ragione: l’autopsia sulla salma della sorella, scomparsa il 14 dicembre e trovata morta nei sacchi neri della spazzatura il 5 gennaio nella boscaglia del parco dell’ex Ospedale psichiatrico, non ha dato risposte. Anzi, ha alimentato i dubbi.

Ed è per questo motivo che il signor Sergio ora si oppone con fermezza a una eventuale cremazione del corpo di Lilly: in futuro altre indagini sul cadavere potrebbero effettivamente portare alle luce elementi utili a capire cosa è accaduto alla donna.

Questo articolo è riservato a chi ha un abbonamento

Tutti i contenuti del sito

1€ al mese per 3 mesi poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Noi Il Piccolo la comunità dei lettori

Video del giorno

Giorno della Memoria, la cerimonia alla Risiera di San Sabba a Trieste

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi