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Liliana, trenta giorni dopo: il cadavere nel boschetto, il rapporto con il marito e l’amico e i dubbi sulla sua morte

La sessantatreenne, ex dipendente regionale, è stata trovata morta tre settimane dopo, il 5 gennaio, tra la fitta vegetazione del parco dell’ex Ospedale psichiatrico. Abbiamo ricostruito in questo speciale quattro settimane di indagini e interviste, tra i protagonisti della vicenda e gli esperti

TRIESTE. La borsetta e i cellulari a casa. Il cadavere scoperto nel bosco, nei sacchi neri dell’immondizia. E il triangolo tra la donna, il marito e l’amico. È trascorso un mese dalla scomparsa di Liliana Resinovich. Era il 14 dicembre. La sessantatreenne, ex dipendente regionale, è stata trovata morta tre settimane dopo, il 5 gennaio, tra la fitta vegetazione del parco dell’ex Ospedale psichiatrico. Un paio di chilometri dalla casa in cui abitava con il marito Sebastiano Visintin, in via Verrocchio.
 

L’autopsia non ha svelato la causa del decesso. Anzi, ha alimentato dubbi. Una morte da «scompenso cardiaco acuto», così si leggeva nel comunicato diramato dal procuratore Antonio De Nicolo, non risolve il giallo. Perché non è chiaro cosa ha provocato lo scompenso: asfissia? Farmaci? Tantomeno è chiaro se la donna si è tolta la vita o se c’è la mano di un assassino. Sul corpo non ci sono segni di violenza: lo escludono la Tac e l’autopsia.

L’indagine fa capo al pm Maddalena Chergia, che coordina la Mobile e le Scientifica. L’inchiesta continua con altri esami: il tossicologico, per capire se Lilly ha ingerito qualche sostanza, e il Dna sui sacchi neri e sui sacchetti di nylon che le avvolgevano il volto. Il fascicolo è aperto per “sequestro di persona”. Non figurano indagati. Il giallo, vista la complessità, è diventato un caso mediatico nazionale, con il marito che appare ovunque in tv.

LA VITTIMA, I RITRATTI
La solitudine di Lilly«Liliana, una donna buona, ma su di sé taceva»

La scomparsa

Lilly esce di casa la mattina del 14 dicembre. La donna avrebbe dovuto recarsi dall’ottantaduenne Claudio Sterpin, ex podista triestino di una certa fama, con cui ha una relazione. I due si conoscono dagli anni Ottanta. Si sono riavvicinati negli ultimi mesi. «Tra noi è riaffiorato l’affetto», ha riferito Sterpin respingendo l’etichetta dell’amante. «Con tre tumori alla prostata, che amante sarei?». Lilly andava dall’anziano una volta alla settimana per stirare: «Sì e parlavamo di noi...». Ma il marito non sapeva di quella frequentazione. Forse la donna meditava di lasciarlo, stando a quanto riferito da Sterpin: «Avevamo programmato un weekend insieme».

Quello del 18 e 19 dicembre. Quattro giorni prima Liliana scompare. E a casa dell’ottantaduenne, la mattina del 14, la donna non ci arriverà mai. Dal canto suo Visentin ha affermato, in due versioni differenti, di aver trascorso la mattinata prima a ritirare coltelli in supermercati e pescherie, che avrebbe poi affilato nel suo laboratorio di via Donandoni (attività che svolge in nero da pensionato), e poi in bici per testare una telecamera GoPro.

La borsetta e i telefonini

Nella casa di via Verrocchio vengono trovati la borsetta con il portafoglio e anche i due telefonini che Liliana possedeva. Ma la borsetta spunta dentro a un mobile dopo che è trascorsa una settimana dalla scomparsa, durante una perquisizione. Visintin dice di non aver cercato tra le cose della moglie. Lilly era uscita senza borsa e telefoni?

Sterpin ha dichiarato alla polizia di aver ricevuto dalla sessantatreenne una chiamata alle 8.22 «per avvisare che sarebbe arrivata più tardi del solito, alle 10, perché prima doveva passare dal negozio WindTre di via Battisti». La donna non è andata in quel punto vendita. Possibile che sia uscita senza cellulari per recarsi in un negozio di telefonia? Alle 9.20 il fratello di Lilly, Sergio, invia un messaggio alla sorella. Messaggio che la donna non leggerà mai.

I moventi

Se di omicidio si è trattato un movente ci deve essere. In queste settimane le ombre si sono addensate sul marito Visintin, che non si è mai sottratto alle domande dei giornalisti. Anzi. E ha sempre ripetuto di non aver mai fatto del male alla moglie, «non avrei avuto motivo», respingendo il possibile movente della gelosia: «Non sapevo della relazione con Sterpin».

E quello economico, visto che il coniuge viveva con la pensione della moglie: «Non avevamo tensioni». Visentin, piuttosto, ha accusato indirettamente l’amico di Liliana: «Lui l’ha plagiata, forse Lilly era spaventata del rapporto che aveva con quell’uomo ed è fuggita».

TUTTE LE INTERVISTE AL MARITO SEBASTIANO E ALL’AMICO CLAUDIO

27 dicembre. «Non ho fatto del male a mia moglie Lilly. È sparita forse perché frequentava un altro»

28 dicembre. Il mistero della donna scomparsa, Visintin: «Io e Lilly andavamo d’accordo»

29 dicembre. «Lilly voleva lasciare suo marito perché ne era succube»

31 dicembre. «L’amico di Liliana forse vuole vendicarsi di me»

5 gennaio. Lo sfogo del marito: «La chiave di tutto sta in quel rapporto»  

5 gennaio. L’amico di Liliana: «Avevamo deciso di trascorrere un weekend insieme»

6 gennaio.
Claudio Sterpin: «Me lo sentivo. Ora bisogna incastrare il colpevole»

6 gennaio. Sebastiano Visintin: «Sono sconvolto, ora ho paura. Non ho più voglia di vivere»

6 gennaio. "Chi può aver fatto una cosa del genere, e perché?"

7 gennaio. Il marito coi manifestanti che ricordano Liliana: «Spero ancora che non sia lei»

7 gennaio. L’amico Claudio: «A casa pagava tutto lei»

9 gennaio. Visintin: «Ho paura che alla fine metteranno dentro me»


11 gennaio. «Da oggi l’unico scopo della mia vita è sapere cosa sia successo a mia moglie Lilly»

11 gennaio. Il marito: «L’ho vista solo in foto, avrei voluto farle un’ultima carezza»

La fruttivendola

Trascorrono i giorni senza alcuna traccia della donna nemmeno dalle telecamere in zona. Le ricerche nei boschi non portano risultati. Ma c’è una segnalazione: la testimonianza della fruttivendola rionale. «Ho visto Liliana davanti al mio negozio la mattina della scomparsa, tra le 8.15 e 8.30. L’ho riconosciuta perché è una mia cliente». Dove sia andata la donna da quel punto in poi è un mistero. Non è salita su un bus del capolinea di piazzale Gioberti: le telecamere di bordo non la riprendono. Dove si è incamminata? Qualcuno l’ha avvicinata? Magari l’ha fatta salire in auto?

Le novità dall’autopsia

Le ultime notizie arrivano dall’autopsia: Lilly sarebbe morta in un lasso temporale compatibile con il giorno della sparizione. Il corpo quindi è rimasto per tre settimane nel parco? Nelle ultime ore spunta anche la testimonianza di una triestina che afferma, a Telequattro, di aver visto Lilly il 22 dicembre nei pressi dell’ospedale Maggiore.

Caso Liliana, spunta una nuova testimone

Il giallo dei sacchi neri

Resta il dubbio dei sacchi dell’immondizia in cui il corpo è stato scoperto: non erano usurati dalle intemperie. Sono stati messi in un momento successivo alla morte? Da chi? Nella prospettiva di un suicidio dovemmo invece immaginare la donna che infila la testa nei sacchetti di nylon e poi si mette in quelli neri, lasciandosi andare.

Possibile? Il cadavere, quando è stato scoperto, era in posizione fetale. Lilly ha atteso così la morte? O è un assassino ad averla uccisa e portata nel bosco nascondendola nei sacchi? Sul corpo non ci sono segni di trascinamento. Nemmeno sui vestiti.

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