«Sono troppo rumorose» Le campane della chiesa finiscono sotto sequestro

Provvedimento del giudice dopo una petizione di un gruppo di residenti a Dolina che accusano il parroco di Sant’Ulderico di suonarle con eccessiva frequenza



Poste sotto sequestro e sigillate dall’autorità giudiziaria perché troppo rumorose e, soprattutto, perché suonate con eccessiva frequenza dal parroco, in particolare in orari «che producono disturbo delle occupazioni della comunità».


Da ieri sono zittite le campane della millenaria chiesa di Sant’Ulderico a Dolina, frazione del Comune di San Dorligo della Valle. Un provvedimento clamoroso e inedito quello adottato dal gip, peraltro più volte sollecitato dai residenti di Dolina che, in buon numero, si parla di circa 150 firme, nelle ultime settimane avevano sottoscritto una petizione per ottenere tale risultato. Nel testo, poi ripreso in parte nel provvedimento del gip nel quale si parla di «sequestro preventivo, per evitare il protrarsi dei continui e ripetuti scampanii», i promotori della raccolta firme avevano indicato, con dovizia di particolari, orari e ritmi dell’utilizzo delle campane da parte del parroco Klemen Zalar, a loro detta sempre pronto «ad azionare l’orologio campanario (lo strumento che permette di attivarle senza la presenza di un campanaro) anche di notte». Stando a chi contesta l’operato del parroco, le campane erano fatte suonare ogni giorno alle 6, a mezzogiorno e alle 20 «con almeno 70 batacchiate a volta e senza alcuna funzione di annuncio di funzioni religiose».

Ad aggravare la situazione anche il fatto che l’orologio campanario faceva scattare il batacchio ogni quarto d’ora, ininterrottamente dalle 7 del mattino alle 21, con due rintocchi al primo quarto d’ora, quattro alla mezz’ora e 6 al terzo quarto. Insomma, stando a chi risiede nei pressi della chiesa, «una situazione insostenibile». A corredo della petizione, alcune rilevazioni fatte con un fonometro che indicano «il frequente superamento delle soglie limite stabilite per legge» nelle abitazioni vicine a Sant’Ulderico e pure nella camerata dell’adiacente stazione dei Carabinieri.

Destinatario del provvedimento di sequestro, in cui il giudice fa riferimento all’articolo 659 del Codice penale, che definisce il disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone, richiamando anche l’articolo 81, in cui si parla di reiterazione del reato, è il parroco, che si difende con forza. «Sono stato trattato come un criminale – dice – perché sono arrivati cinque agenti della Polizia a mettere i sigilli, entrando in chiesa dopo aver bussato con veemenza sul portone. Tutto iniziò nel 2019 – ricorda don Zalar – quando, a causa di un fulmine che, colpendo il campanile, danneggiò il sistema dell’orologio campanario, per un certo periodo le campane suonarono a casaccio, quindi anche di notte. Fu in quell’epoca – aggiunge – che un gruppo di residenti, animati non so perché da astio nei miei confronti, colse l’occasione per lamentarsi del suono delle campane. E siamo arrivati a questo – conclude – e oggi mi sento come se fossi una sorta di Giuda Iscariota, il traditore per definizione».

La notizia del sequestro ha ovviamente turbato l’intera comunità di San Dorligo della Valle. Qualcuno sta anche mettendo in dubbio la reale volontà di molti di coloro che hanno sottoscritto la petizione: «Ci sono tanti anziani in quegli elenchi – sottolineano alcuni residenti – che, all’atto della sottoscrizione, non hanno letto quale fosse il documento allegato e adesso dicono di essersi pentiti». Ma oramai la macchina giudiziaria ha intrapreso il suo corso. «Cercherò di riportare la calma a Dolina – dice il sindaco, Sandy Klun – perché questa è una vicenda decisamente brutta». La chiesa di Sant’Ulderico fra l’altro, nello scorso agosto, era stata dotata di quattro targhe bilingui, due sistemate sul muro di cinta e altrettante nel giardino, che ne descrivono la storia e le caratteristiche e alla cerimonia aveva partecipato anche il vicario del vescovo, monsignor Ettore Malnati. —



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