Regioni, svolta per evitare l’arancione: «I ricoverati asintomatici non contano»

Oltre 300 morti, mai così tanti dal 28 aprile 2021. Negli ospedali 18mila tra medici e infermieri fuori servizio per il virus

La Lombardia partirà già domani (giovedì 14 gennaio) e le altre Regioni, Piemonte in testa, sono pronte a seguirla, scorporando dai ricoveri Covid quel terzo di pazienti entrati per altre patologie che hanno scoperto di essere positivi con il tampone di ingresso negli ospedali. Una mossa che allontanerebbe in un sol colpo lo spettro del passaggio in arancione, che significherebbe nuove restrizioni soprattutto per i non vaccinati, con il divieto di spostamento dal proprio comune di residenza. E con i dati di ieri, che contano 313 morti, nuovo triste record della quarta ondata (non erano tanti dai 344 del 28 aprile 2021), in questo momento a tingersi di arancione sarebbero già Calabria e Piemonte.

Non a caso ieri il governatore piemontese, Alberto Ciro, ha messo le mani avanti, affermando che quelle sullo scorporo dei ricoverati “Covid non Covid” sono valutazioni di carattere sanitario, che non spettano a noi politici». E anche Palazzo Chigi si rimette al parere del Cts, che dovrebbe arrivare venerdì, con una fetta consistente degli esperti già schierata a favore della proposta lanciata da alcuni esperti e colta al volo dalle Regioni. Che a questo punto potrebbero anche non aspettare un provvedimento del governo prima di muoversi.

Così ha fatto ieri la Lombardia, diramando una circolare a tutti gli ospedali in cui dispone, da domani, un nuovo sistema di conteggio dei positivi: «La Regione Lombardia - si specifica in una nota - sarà in grado di distinguere all’interno dei “ricoveri Covid positivi” dei propri ospedali, quali ricoveri afferiscono direttamente a una patologia “Covid-dipendente” (polmoniti e gravi insufficienze respiratorie) e quali invece si riferiscono a pazienti ospedalizzati per altre patologie e poi riscontrati positivi al tampone pre-ricovero». Tradotto: chi entra in ospedale con una patologia primaria preponderante e in seguito a tampone viene trovato positivo al coronavirus ma non ha insufficienza respiratoria, non sarà più conteggiato tra i positivi. La ragione di questa scelta, avanzata già da qualche giorno anche dalla conferenza Stato-Regioni e che potrebbe essere adottata da altre Regioni, è «dare una rappresentazione più realistica e oggettiva della pressione sugli ospedali causata dal Covid. Per ora, non avendo ancora ricevuto nuove indicazioni in tal senso dal Ministero come da nostra richiesta, il flusso trasferito sarà ancora “unico”, privo quindi della distinzione sopra specificata».

«È come voler nascondere la polvere sotto il tappeto», tuona Carlo Palermo, segretario nazionale del più grande sindacato dei medici ospedalieri, l’Anaao. «Perché bisognerebbe creare dei reparti dedicati ai positivi per ciascuna specialità, moltiplicando letti e personale che invece mancano». Anche perché i dati Iss elaborati dalla Fnopi, la federazione degli Ordini infermieristici, dicono che alle carenze croniche di organico si sommano oggi circa 18 mila assenti per Covid nei nostri ospedali, tra i quali 6.500 infermieri e 1.500 medici non vaccinati.

Critici gli esperti del ministro della Salute, Roberto Speranza, che intanto alla Camera ha annunciato che il suo dicastero «invierà un elenco per indicare gli inadempienti all’obbligo vaccinale tra gli over 50 nel rispetto della privacy». Sarà poi l’Agenzia delle Entrate a inviarlo agli interessati, «con possibilità di contraddittorio, come previsto dai principi costituzionali».

Nel frattempo è alle battute finali il Dpcm che contiene la lista delle attività commerciali ritenute essenziali, dove si potrà entrare senza il Green Pass base, quello che si ottiene anche con il solo tampone. La deroga riguarderà tre settori: quello delle esigenze alimentari, sanitarie e la giustizia. Si entrerà senza tampone in negozi alimentari, supermercati, edicole e tabaccherie. Per «esigenze sanitarie urgenti e indifferibili» si potrà entrare anche in ospedali, ambulatori, farmacie e studi dentistici. Nei palazzi di giustizia gli unici esentati saranno «i testimoni e le parti del processo», quindi imputati e vittime dei reati. Senza certificato si può andare a esporre denuncia al commissariato o in una stazione dei carabinieri. Questo, fermo restando l’obbligo di vaccinazione per gli over 50. Da parrucchiere, barbiere ed estetista si entra solo con il Green Pass base. —

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