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Pronto soccorso, sanitari in fuga: «Troppo lavoro e zero incentivi»

TRIESTE Dopo l’allarme lanciato dal direttore del Pronto soccorso di Trieste, Franco Cominotto, che ha rimarcato la stanchezza e l’esasperazione crescenti di chi da quasi due anni si trova in prima linea, evidenziando che nell’arco dell’ultimo mese 5 medici hanno chiesto il trasferimento, ora anche i sindacati esprimono forte preoccupazione.

«L’Asugi ha ridotto l’attività chirurgica con l’obiettivo di aiutare i reparti in difficoltà a cominciare dal Pronto soccorso – sottolinea Fabio Pototschnig, segretario regionale della Fials –, che a causa della mancanza di posti letto disponibili per ricoverare deve anche trasformarsi in un reparto di degenza e dove il personale già deve assistere e curare centinaia di cittadini che quotidianamente vi accedono.

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