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«Liliana, una donna buona, ma su di sé taceva»

Dalle grandi compagnie a Giarizzole alle gite in Carso. Nel racconto di parenti e amici il ritratto di una donna generosa, seria ma ermetica

TRIESTE. Una donna buona. Di quelle che, senza troppe chiacchiere, ti aiutano e basta, quando ne hai bisogno. Seria, rispettosa, precisa, taciturna e riservata. Anzi, riservatissima, ermetica, come ricordano familiari e amici, quasi fosse quello il suo vero tratto distintivo. Sono ore terribili per le persone più care a Liliana Resinovich. Quelle in cui senti, ma non sai ancora, almeno non tutto, non ufficialmente, e non puoi ancora mettere il punto dopo il quale si va a capo.

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