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Porto franco di Trieste, il governo Draghi apre al confronto con Bruxelles

Primo spiraglio dopo anni di pressing infruttuoso su Roma. L’esecutivo ha accolto l’ordine del giorno presentato dal Pd

TRIESTE Porto franco: altro giro, altra corsa. Dopo la lettera con cui il commissario europeo Paolo Gentiloni ha chiarito il mese scorso che la richiesta di applicazione dell’extradoganalità per lo scalo triestino deve partire direttamente dal governo, l’esecutivo di Mario Draghi prende un mezzo impegno a mettersi in moto.

Nel corso dell’approvazione della legge di stabilità in Parlamento, il governo ha accolto un ordine del giorno, presentato dai senatori Pd Tatjana Rojc e Tommaso Nannicini, con cui si dice pronto a valutare di «avviare l’interlocuzione con le istituzioni europee per chiarire nel merito la piena e integrale applicazione dello speciale status del Porto franco internazionale di Trieste, alla luce degli obblighi internazionalmente assunti dalla Repubblica italiana e tutt’oggi vigenti, qualora...

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