In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni
l’ex consigliere comunale a processo

Tuiach rinviato a giudizio per il post omofobo sull’aggressione a Parisi

Benedetta Moro
1 minuto di lettura



Il pugine ex consigliere comunale Fabio Tuiach è stato rinviato a giudizio ieri per diffamazione per il post omofobo pubblicato sul social russo VKontakte a febbraio in cui si riferiva all’aggressione subita dall’attivista Lgbt Antonio Parisi. Gli è stata riconosciuta anche l’aggravante “per aver commesso il fatto con finalità di discriminazione, odio etnico, nazionale, razziale o religioso”. Il gup Marco Casavecchia, su richiesta del pm Pietro Montrone, ha ritenuto quindi di procedere nei confronti del 40enne Tuiach (difeso da Dario Lunder, avvocato d’ufficio), che così si era espresso in quel post: «Un esponente Lgbt è stato picchiato e scoppia il caso omofobia. Grande solidarietà da parte di tutte le forze politiche ma ricordiamoci che in più di un terzo dei paesi al mondo non esiste il problema omofobia perché per i gay c’è il carcere o la pena di morte. Noi avevamo il rogo un tempo, mentre in Russia c’è la legge anti-gay come in tutto l’Est». Parisi era stato aggredito da un gruppo di sconosciuti nella piazza di Monrupino mentre era in compagnia di alcuni amici, anch’essi malmenati. Dopo lo scritto di Tuiach – che di recente è stato al centro della cronaca anche per essere stato licenziato dopo aver manifestato contro il Green pass pur essendo in malattia – Parisi, con l’avvocato Maria Genovese, aveva presentato querela. E ieri si è costituito parte civile. L’attivista Lgbt ha così commentato l’esito del Tribunale: «È una decisione civile. Dove una certa politica ha deciso di non prendere una posizione, i giudici hanno dimostrato il contrario». Nei mesi scorsi avevano sporto denuncia inoltre “I Sentinelli”, movimento milanese laico e antifascista. Per il fondatore e portavoce Luca Paladini «il rinvio a giudizio in un certo senso è come se andasse a sanare il buco legislativo: se ci fosse la legge Zan quel post non sarebbe considerato un’opinione ma istigazione all’odio in base all’orientamento sessuale». Prima udienza il 7 aprile 2022 davanti al Tribunale collegiale.—



I commenti dei lettori