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«Grado non ha nulla da condividere con Duino, Aquileia e Monfalcone»

AN.BO.
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GRADO

A parte l’affaccio sul mare, cosa condividono le città di Aquileia, Duino Aurisina, Muggia e Monfalcone con Grado? È la domanda provocatoria che si è posto e pone il segretario del Partito Democratico di Grado, Rudy Fumolo, dopo il formale avvio della collaborazione in diversi campi di queste cittadine rivierasche. Fumolo aggiunge che il Pd èo favorevole alle collaborazioni, «ma che ci deve essere una continuità territoriale, storico-culturale o economica». La conseguenza dell’accordo che si sta concretizzando fra questi Comuni sembra invece essere per Fumolo «solo l’incontro di cinque sindaci con le medesime scelte politiche, in cui il capofila nei fatti è Monfalcone». La domanda del segretario del Pd locale è ulteriormente quella di sapere «in che modo Grado sfrutterà la collaborazione, o presterà solo il proprio nome per supportare iniziative altrui». In quanto ai citati, nell’accordo, dragaggi Fumolo afferma che sarebbe stato meglio collaborare con Marano e Latisana e si meraviglia del fatto che dall’accordo dia stato escluso il Comune di Staranzano con l’isola della Cona. Fumolo entra anche nel merito del fatto di aver appreso che una figura apicale dell’ufficio turismo di Grado è in procinto di trasferirsi ad altra sede: «Dopo aver pesantemente criticato il sindaco precedente ora, il dottor Kovatsch si trova pure lui a gestire situazioni di fuoriuscita di personale. Non ci piace – conclude il segretario dei dem – la strada che sta percorrendo il Comune che ridimensiona, con le sue scelte l’autonomia della nostra comunità. Un po’ alla volta ci stiamo svuotando di compiti e ruoli, divenendo neo fatti un paese gestito da estranei che supinamente si prostrano al decisionista di turno una specie di “Signoria” in cui gestire il poter come capitava nel medioevo». —

AN.BO.

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