Zandomeni-Galateo nel gruppo liberale Le spese per il voto



Alle spalle l’avvicinamento dell’ex sindaco Riccardo Zandomeni a Coraggio Italia, che sta raccogliendo anche in regione i fuoriusciti da Forza Italia, ma non solo, l’area di centrodestra a San Pier d’Isonzo continua a riorganizzarsi. Lo fa proprio con Zandomeni e il consigliere della lista Sampierini liberi e forti, Nicole Galateo, che hanno formalizzato in questi giorni la costituzione in Consiglio comunale del Gruppo liberale per San Piero. A esserne capogruppo sarà la neoeletta che con Zandomeni ha già lavorato in questo primo scorcio di mandato, presentando assieme delle interrogazioni per fare il punto su alcuni lavori pubblici nati nel precedente mandato. Fuori dal nuovo gruppo rimane però il terzo consigliere portato in aula dalla coalizione schieratasi a supporto di Zandomeni, vale a dire Giuliano Sartor, esponente della lista Cuore Comune e del centrodestra vicino a Forza Italia.


L’ex sindaco, guardando le spese dichiarate per spingere la propria candidatura a sindaco e quelle delle due liste collegate, Cuore Comune e Sampierini liberi e forti, è pari a cinque volte tanto quelle uscite dalle tasche del vincitore e dei suoi sostenitori. Stando al consuntivo consegnato al Comune il 3 novembre, Zandomeni ha sostenuto costi per un totale di 4.869 euro, di cui 3.669 per la realizzazione di manifesti elettorali e per l’utilizzo di altri mezzi di propaganda e 1.200 per l’acquisto di gadget a supporto della campagna elettorale. La vittoria di Claudio Bignolin e delle due liste collegate, San Piero idee in Comune e Insieme per San Piero, è costata invece meno di mille euro, la cifra più bassa uscita dalle tasche degli tre schieramenti in corsa per aggiudicarsi il governo del paese nella tornata dello scorso 3 e 4 ottobre. Per la stampa di materiale elettorale e l’affitto di sedi la spesa è stata di 646,67 euro cui Bignolin e le due liste hanno aggiunto un’uscita di altri 280,50 euro per organizzare gli eventi in cui si sono presentate e hanno parlato ai sampierini. La campagna elettorale al già primo cittadino, ora al suo terzo mandato, è quindi costata in tutto 927,17 euro coperti con il contributo volontario dello stesso Bignolin e degli aspiranti consiglieri comunali delle due liste, che in questo caso hanno bruciato sul tempo il Pd e il candidato sindaco dem Enrico Gherghetta, presentando il rendiconto un giorno prima (il 12 ottobre).

Il Pd in totale per spingere la candidatura dell'ex presidente della Provincia ha speso 1.652,40 euro di fondi propri, usciti cioè dalle casse del circolo locale. Di fatto l’investimento è stato indirizzato alla produzione e acquisto di materiali e mezzi di propaganda, vale a dire le immagini del candidato sindaco e dei candidati della lista e la realizzazione di volantini e dei manifesti affissi nel paese. Già, perché a distribuire i primi e a collocare i secondi negli appositi spazi sono stati lo stesso Gherghetta e gli altri candidati o iscritti al partito, che non ha sostenuto alcuna uscita nemmeno per la realizzazione di iniziative o il noleggio di eventuali mezzi o impianti audio. —



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