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l’ospedale vicino ai numeri del 2020

Al San Polo 800 parti Un nuovo dispositivo per l’esame dell’udito

La donazione alla Pediatria dell’associazione Vanessa Onlus permetterà uno screening più veloce ed efficace sui neonati

Laura Blasich
1 minuto di lettura



Il Punto nascita di Monfalcone si avvia al traguardo degli 800 parti e chiudere l’anno a poco distanza dal record del 2020 di 823. Come avviene dal 2011, tutti i neonati venuti alla luce al San Polo sono stati dimessi solo dopo essere stati sottoposti a uno screening dell’udito, che con il nuovo dispositivo donato al reparto di Pediatria dall’associazione Vanessa Onlus, saranno ancora più veloci ed efficaci.

«Se il deficit neurosensoriale viene individuato così precocemente, il bambino avrà una vita pressoché normale», spiega la responsabile della Struttura complessa di Pediatria, dottoressa Danica Dragovic, durante la consegna della strumentazione da parte dell’associazione nell’auditorium dell’ospedale. Il dispositivo, del valore di 12.200 euro, come spiegato dalla responsabile infermieristica Maria Chiara Calligaris, permette di effettuare un primo livello di screening che, se non offre una risposta positiva, è affiancato da un secondo livello. «Nel caso in cui anche in questo caso l’esito non sia confortante, il bambino entra in un programma di sorveglianza, che coinvolge i pediatri di libera scelta, e viene inviato all’ospedale Burlo Garofolo di Trieste, centro di coordinamento del progetto di diagnosi precoce avviato dalla Regione dieci anni fa – ha aggiunto Dragovic –. A fronte di un accertato deficit, i bambini possono venire sottoposti a un intervento di impianto concleare».

Accade, in base alla casistica, a un bambino su mille, ma sono una cinquantina all’anno i neonati che la pediatria di Monfalcone invia al Burlo per accertamenti. «Questo è un apparecchio davvero importante», dice la direttrice della Sc Pediatria, ringraziando, a nome anche della Direzione generale, Vanessa Onlus. «L’associazione ci ha adottato e si è sempre tenuta in contatto, anche in questi ultimi due anni così difficili», aggiunge Dragovic.

Vanessa Onlus, che al proprio fianco ha trovato Bcc di Staranzano e Villesse, Gun’s Brotherhood Italy, le aziende Vogrig, DoVille di Bonora, I Feudi di Romans, La Ferula, le associazioni Punishers Italiy, Dart club Il grande 1, Circolo Noi, Tennistavolo Isontino, ha già delineato un nuovo progetto a supporto della Pediatria, d’intesa con il servizio. «Pensiamo di acquistare un lampada a Led per fototerapia, un biliblanket e un manichino per la rianimazione neonatale», ha spiegato Antonio Guido, padre di Vanessa, la giovane scomparsa dopo una lunga malattia nel 2013 nel cui nome è stata creata l’associazione. —

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