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La Laguna di Grado e Marano, il Carso, le Prealpi Carniche e la foresta di Tarvisio possono traghettare il Friuli Venezia Giulia verso una dimensione ambientale europea portando la superficie di parchi, riserve e biotopi dall’attuale 7 al 10 per cento. Legambiente ne è convinta e in occasione dei 30 anni della legge nazionale sui parchi, la 349/91, propone alla Regione l’istituzione «di nuove aree protette dove la tutela è parte integrante della sostenibilità declinata nella sua componente ambientale, economica e sociale».

Il presidente regionale di Legambiente, Sandro Cargnelutti, si sofferma sul parco regionale della laguna di Grado e Marano: «Soddisfa l’esigenza, sempre più presente, di una governance rafforzata per indirizzare, coordinare e razionalizzare al meglio le azioni di conservazione delle riserve naturali e dei siti Natura 2000. Rappresenta un’opportunità di immagine coordinata dell’area e caratterizzata da una scelta “green”».

Le caratteristiche ci sono tutte per guardare alla tutela ambientale come a una fonte di sviluppo.

«Proprio perché i parchi concorrono allo sviluppo sostenibile del territorio, devono discendere dalle zone impervie dove sono ora confinati per coinvolgere nella loro gestione cittadini e amministratori che già guardano con favore a politiche territoriali di questo tipo» continua Cargnelutti, secondo il quale «bisogna fare in modo che la tutela della biodiversità, che ha riflessi sulla salute, sul benessere delle persone e sulla funzionalità degli ecosistema, venga vista come politica trasversale nelle azioni di governo di Regione e Comuni». L’obiettivo si può raggiungere, però, solo se «l’estensione delle aree protette va di pari passo alla realizzazione della Rete ecologia regionale, delineata nel Piano paesaggistico regionale», se si dedica maggiore attenzione alle «aree di pianura e ai corsi d’acqua, alle fasce perifluviali a una gestione attenta della vegetazione, che spesso risente di vecchie logiche imperniate sulla sicurezza idraulica». —



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