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Il Comitato organizzatore del Carnevale triestino: «La trentesima edizione si farà, almeno nei rioni»

Il presidente onorario De Gioia dopo la riunione del coordinamento: «Non va perso un patrimonio già affievolito da due anni di stop»

TRIESTE Il Carnevale di Trieste si farà. Lo ha confermato mercoledì 8 dicembre il Comitato di Coordinamento che organizza la manifestazione e che si è riunito per mettere a punto il programma dell’edizione numero 30, cioè quella ora targata 2022 e rimasta al palo per due anni a causa dell’emergenza pandemica. E quello al quale si sta lavorando sarà un appuntamento arricchito, grazie al contributo delle realtà periferiche, maggiormente coinvolte.

«L’atmosfera non è delle migliori – ammette il presidente onorario del Comitato, Roberto De Gioia – ma proprio per questo, cioè per stemperare la tensione e guardare in avanti con un filo di speranza, cercheremo di stimolare l’allegria parlando di Carnevale». Verificato lo stato di salute delle associazioni rionali, che sono il fattore indispensabile per realizzare la prossima edizione del Carnevale, il Comitato, presieduto da Sabrina Iogna Prat, ha deciso che quella che doveva essere la 30.a edizione dell’evento in maschera e che per ben due anni è rimasta ai blocchi di partenza si farà. I carri infatti sono già pronti da due anni, perciò si può procedere.


«Certo – prosegue De Gioia – bisognerà vedere la situazione al momento. È facile intuire che non sarà semplice allestire la manifestazione, ma il Carnevale di Trieste non è solo una sfilata cittadina, anzi. La sfilata – continua – è solo la vetrina finale di quanto si svolge nell’arco di una settimana negli asili, nelle scuole, nei ricreatori e soprattutto nei rioni e che inizia molto prima, sotto forma di ideazione, preparazione, cucitura dei costumi e realizzazione dei carri. Ed è questo il patrimonio che non vogliamo perdere e che purtroppo in questi due anni di sosta forzata si è affievolito, se non addirittura dissolto, in qualche caso». Ed è pronto anche il piano B: «La sfilata, anche se in forma ridotta, si farà – riprende il presidente onorario – ma se non sarà possibile organizzarla, guarderemo alla possibilità di mantenere viva l’atmosfera carnascialesca con tante piccole iniziative rionali, sempre nel rispetto delle regole anti Covid in vigore al momento. Dopo tanti anni di attività – osserva De Gioia – sarebbe giusto organizzare proprio nei rioni, che sono il cuore di questa iniziativa, qualcosa che esalti la loro pluriennale presenza nel Carnevale, attraverso iniziative come esposizioni di costumi storici, mostre fotografiche e altre manifestazioni che ricordino i passaggi che hanno portato a raggiungere questo ragguardevole traguardo dei 30 anni di attività. Auspichiamo – evidenzia De Gioia – che tutto questo si possa allestire almeno nei rioni storici, cioè quelli presenti da sempre nel Palio del Carnevale, di concerto con le Circoscrizioni e soprattutto con il Comune, organizzatore assieme a noi dell’evento e con il quale ci si dovrà confrontare per varare un programma cittadino. È nella volontà di tutti i soggetti partecipanti – conclude De Gioia – prevedere un maggiore coinvolgimento delle componenti rionali anche nel corso mascherato del Martedì grasso, atto conclusivo e di maggior impatto della manifestazione». —


 

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