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Diocesi e Comune di Trieste, appello alla solidarietà dalla tradizionale cerimonia dell’Infiorata

Il vescovo Giampaolo Crepaldi durante la cerimonia (foto di Francesco Bruni)

Il vescovo Crepaldi: «Uniti in preghiera chiediamo alla Madonna l’intercessione per uscire dalla situazione pandemica» 

TRIESTE La pandemia «che sta condizionando la vita di tutti noi», i problemi della scuola «così gravi da mettere in difficoltà i bambini e i ragazzi», del mondo del lavoro «che sta soffrendo le conseguenze delle problematiche sanitarie», della sanità in generale «sottoposta a uno stress straordinario che mette a dura prova l’intero sistema».

Sono questi i temi toccati mercoledì 8 dicembre dal vescovo Giampaolo Crepaldi, che si è rivolto ai fedeli accorsi in piazza Garibaldi, in occasione della tradizionale cerimonia dell’Infiorata, che ogni anno si svolge ai piedi della statua della Madonna che domina il luogo dall’alto fin dai primi anni ’50.


Crepaldi ha invitato tutti a «fare uno sforzo per superare questa complessa fase, che si sta dilungando e di cui purtroppo non si vede a breve la conclusione. Proprio in questi momenti – ha aggiunto il capo della Diocesi di Trieste – è quanto mai giusto stringersi in preghiera e rivolgersi alla Madonna, per chiedere la sua intercessione, in modo che la nostra comunità possa uscire quanto prima da questa situazione». Prima dell’arrivo di Crepaldi, la cerimonia dell’Infiorata è stata preceduta dal Rosario, che una cinquantina di fedeli hanno recitato collettivamente, rivolgendosi anche in questo caso alla Madonna, per ottenere la sua intercessione «affinché le difficoltà che tutti stiamo attraversando finiscano il più presto possibile. Frequento gli ospedali – ha precisato uno dei celebranti – e purtroppo sono testimone di sofferenze dovute in parte alla pandemia in atto, ma che sono anche le conseguenze delle malattie cosiddette tradizionali. È in questi momenti – ha proseguito – che bisogna fare ricorso alla fede, pregare e stringersi tutti assieme in un gesto di solidarietà».

A rappresentare l’amministrazione comunale è intervenuto l’assessore Carlo Grilli. «La ricorrenza odierna ha un doppio significato – ha detto il rappresentante della giunta Dipiazza –: uno religioso, che riguarda i credenti i quali, in questo frangente, si riuniscono in preghiera, e uno laico, che concerne l’aspetto della solidarietà sociale. In quanto titolare di un assessorato che si occupa delle persone fragili – ha continuato Grilli – questa fase storica rappresenta per me un elemento di notevole impegno e l’appuntamento dell’8 dicembre costituisce la tappa di un percorso molto importante. Riconosco sia la valenza dell’evento religioso – ha sottolineato l’assessore – sia quella laica, perché da quando dobbiamo confrontarci con la realtà originata dall’emergenza pandemica, si è creata una situazione di conflitto sociale che dobbiamo superare. Ritrovare la solidarietà, dare nuovamente vita a un clima di solidarietà e di armonia fra le persone lo ritengo un traguardo fondamentale per uscire da questo stato di cose».

Alla cerimonia ha presenziato anche il prefetto Annunziato Vardè, alla sua prima partecipazione alla cerimonia dell’Infiorata. Sul posto uomini di tutte le forze dell’ordine e dei Vigili del fuoco. —


 

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