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Trieste dà l’addio a “i Castelli”, la coppia inscindibile di addetti al casting: Dino e Novella sono morti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altra

Un amore lungo 66 anni iniziato come allievi del Teatro stabile e terminato nella caccia di comparse per oltre 90 film

TRIESTE Un amore lungo 66 anni, ma anche uno storico, intenso e appassionato sodalizio artistico. Dino e Novella Castelli, uniti in tutto, lo sono stati anche nel momento in cui hanno salutato i loro cari, morendo a pochi giorni di distanza l’uno dall’altra.

Il loro cammino per mano li ha visti in particolare dedicarsi, dall’inizio degli anni ’80 sino al primo decennio del nuovo millennio, all’attività di addetti al casting, collaborando a più di 90 tra film, telefilm, serie, spot pubblicitari, servizi fotografici girati a Trieste, in regione e in Slovenia e Croazia.

Organizzando la ricerca e la presenza sui set di attori locali per piccoli ruoli e di migliaia di comparse, hanno intersecato il loro percorso a quelli di tantissimi, persone comuni, professionisti, tecnici, attori e registi, che oggi, anche oltre ai confini di un territorio di cui sono stati uno dei punti di riferimento, ricordano e testimoniano esperienze condivise, insegnamenti profusi, momenti operosi e di allegria e complicità. Anche i coniugi Castelli hanno contribuito a portare sugli schermi la città, quando è stata proprio se stessa, o un “altrove” comunque con i suoi scorci peculiari.

La coppia Novella e Dino Castelli daglli anni ’50 fino ad oggi. Una storia lunga 66 anni

Ripercorrendo la loro storia è il ’55 quando si incontrano, alla scuola per allievi attori annessa al “Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia” che allora si chiamava “Teatro Stabile Città di Trieste” e operava presso il “Teatro Nuovo” in via Giustiniano. Lei, Novella Ercelli ha 21 anni, e porta ancora i capelli scuri, lui, Dino Censky, è un biondo diciottenne che ama dedicarsi al canto. Sentimenti e affinità elettive, scelgono subito, insieme, un cognome d’arte e, nella loro lunga carriera saranno per tutti, sempre, “i Castelli”, articolo plurale che li identifica come una sola entità, pure quando non sono entrambi presenti, ma nel loro essere fortemente complementari nei talenti e nei caratteri.

È nella seconda metà degli anni ’50, appunto, che inizia la loro avventura teatrale. In seno allo “Stabile” incontrano registi ed attori come Franco Enriquez, Gianfranco De Bosio, Cesco Baseggio, Isabella Riva e Giulio Borsetti. Si sposano nel ’62 e nel ’65 fondano la compagnia “I Giovani”, inizialmente 15 elementi, per raggiungerne 40, attraverso i corsi di dizione e recitazione paralleli agli allestimenti. In quegli anni nascono i figli Marco e Sabrina, che respirano sin da bambini la loro passione per il teatro e in seguito li affiancheranno nell’attività di produzione cine-televisiva. Marco sceglierà poi un altro percorso, Sabrina, che da trent’anni si occupa dell’organizzazione e comunicazione per “L’Armonia”, rimane nel settore sino a diventare “location manager”.

Tra gli anni ’60 e ’70, periodo di fondazione di tante compagnie e gruppi, molti attivi ancora oggi, Dino Castelli è docente all’”Istituto d’Arte Drammatica di Trieste” di Rodolfo Unterweger-Viani ed entrambi al “Teatro Incontro” di Spiro Dalla Porta Xydias. Saranno due delle anime, come attori, lui anche regista, de “La Barcaccia” di Carlo Fortuna. Dino ne diverrà il direttore artistico, inizialmente con il regista Ugo Amodeo, e poi presidente per alcuni anni. Agli inizi degli anni ’80 è attore nella Compagnia “Vanucci – De Francovich”. Abbandonato il teatro, dall’81, per dedicarsi a tempo pieno all’attività di casting, spesso, hanno comunque partecipato non soltanto nel “dietro le quinte” alle produzioni che si sono avvicendate sul territorio

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