Allarme nel Paese per la pandemia dei bambini: “Casi di Covid severo nelle pediatrie”

Parola del microbiologo Guido Rasi, consulente del commissario Francesco Paolo Figliuolo per la campagna vaccinale

ROMA Bisogna avere paura del Covid-19, non del vaccino. Ed è un discorso che vale a tutte le età, anche per i bambini dai 5 agli 11 anni a cui tra poco sarà rivolta la campagna vaccinale. Parola del microbiologo Guido Rasi, consulente del commissario Francesco Paolo Figliuolo per la campagna vaccinale, che domenica a «Mezz'ora in più», su Raitre, ha spiegato: «Nei reparti i pediatri stanno vedendo forme di Covid severo nei bambini e quello è il pericolo più grosso, perché è il virus che è sperimentale, non il vaccino».

Una presa di posizione netta quella di Rasi, che ha puntato il dito contro chi «ha parlato senza avere i dati e senza conoscere il rapporto rischi-benefici». Questo ha portato a una certa diffidenza da parte della popolazione, anche se i numeri sono chiari e arrivano dagli Stati Uniti che, assieme a Israele, sono stati i primi a vaccinare i più piccoli.

In Usa ci sono quattro milioni di bambini vaccinati tra i quali, ricorda Rasi, «non sono stati registrati segnali importanti». Anzi, ci sono «meno effetti collaterali rispetto alla popolazione tra 11 e 18 anni». Vaccinare i più piccoli servirà non solo a proteggerli ma anche a limitare la circolazione virale. E se il presidente del Css Franco Locatelli evoca percorsi dedicati ai bambini negli hub e il coinvolgimento dei pediatri, il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, ospite a “Che tempo che”, dice: «Farò vaccinare mio figlio. Qualcuno ha paura del vaccino, io ho più paura che contragga il covid».

Intanto, secondo i dati del ministero della Salute, sono stati oltre 15 mila i casi positivi individuati ieri: meno rispetto a sabato, quando erano stati 16 mila e 632. A pesare sono i tamponi che sono stati ben 111 mila e 484 in meno del giorno precedente, con il tasso di positività al 2,9% rispetto al 2,6% di sabato. In aumento gli ingressi in terapia intensiva: 45 in più (+ 4%). In crescita anche i ricoveri ordinari (+ 169) e i positivi: 8.282 in più nelle ultime 24 ore che portano il totale a 232 mila. Decisivo l’apporto delle vaccinazioni: «Nei primi cinque giorni di dicembre abbiamo avuto 28 decessi; nei primi cinque giorni di dicembre dell'anno scorso erano stati 240. Questo per rispondere a chi dice che il vaccino non funziona. Abbiamo salvato più di 200 persone grazie al fatto che la scienza ci ha dato uno strumento», ha ricordato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Opinione condivisa da tutti i governatori, da ventuno mesi in prima linea a combattere contro la pandemia. —

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