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la tragedia a fiumicello villa vicentina

I genitori donano gli organi della quattordicenne Giada pallavolista dell’Asd Pieris

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Fiumicello Villa Vicentina

Si era sentita male a scuola lunedì scorso, poi il peggioramento delle sue condizioni nel corso della giornata e la disperata corsa in ospedale a Monfalcone con il successivo trasferimento a quello triestino di Cattinara. Il cuore di Giada Furlanut ha smesso di battere alcuni giorni dopo il ricovero in terapia intensiva cardiochirurgica, a soli 14 anni, in seguito a una embolia polmonare. Una notizia che ha sconvolto la comunità di Fumicello, dove la ragazzina, figlia unica di Gabriella Trevisan e Giuseppe Furlanut, viveva.

Non trova le parole, Paolo Furlanut, che con il fratello Giuseppe gestisce l’azienda agricola di famiglia. Lo zio della ragazzina, che frequentava la prima superiore all’Istituto alberghiero Pertini di Grado, non si capacita. «Giada era piena di vita – racconta – e spesso veniva qui da me per stare insieme a mia figlia, che ha 15 anni. Le portavo in giro». Si deve fermare, Paolo, il dolore che prova è troppo grande. «Amava la pallavolo, il fatto di allenarsi e soprattutto di stare in compagnia delle altre ragazze – riprende con un filo di voce –, uno sport che praticava da molti anni e si allenava due o tre volte a settimana. Prima giocava con la Vivil Villa Vicentina, poi dall’inizio della stagione si era inserita nella Asd Pallavolo Pieris nella categoria Under 16, dove era molto contenta e aveva più opportunità di giocare rispetto a prima».

Anche sabato 27 novembre aveva giocato una gara fuori casa, contro il Farra d’Isonzo. Mentre quella in programma ieri, in casa contro il Turriaco, è stata rinviata in segno di lutto e di vicinanza alla famiglia. Una brava ragazza, la descrive chi la conosce all’interno della Asd Pallavolo Pieris, educatissima e sempre presente agli allenamenti. Nell’ultimo periodo, però, avevano notato una certa mancanza di fiato durante l’attività sportiva. I familiari, infatti, avevano già avviato accertamenti medici per capire quale fosse la causa e cercarvi un rimedio. Perché il volley era la grande passione di Giada e non avrebbe voluto rinunciarci, tanto che per potersi allenare e giocare si era sottoposta alla doppia dose di vaccino. Una decisione, questa, che non ha mai convinto lo zio.

L’altra sua grande passione era la cucina, per questo aveva scelto di frequentare l’istituto alberghiero a Grado. «Adorava cucinare – ricorda lo zio Paolo Furlanut – e lo faceva spesso a casa sua e anche da me, quando veniva a trovare la cugina. Si divertivano a preparare piatti per noi. Mi faceva molto piacere il fatto che Giada avesse trovato una sua strada, seguendo i propri interessi».

E proprio a scuola, nella mattina di lunedì 29 novembre, l’adolescente si era sentita male. Un po’ di affanno, un giramento di testa. Il rientro a casa, a Fiumicello, quindi un ulteriore peggioramento. «Giada è stata portata in ambulanza all’ospedale di Monfalcone – ripercorre quel tragico giorno Paolo Furlanut – e poi ricoverata a Cattinara per un’embolia polmonare. Giovedì al telefono mio fratello mi ha detto che sembrava stare un po’ meglio, invece poi le condizioni di mia nipote si sono aggravate». I suoi genitori hanno acconsentito al prelievo degli organi della loro unica figlia, così, grazie a questo gesto di grande amore e generosità, è stata donata una speranza ad altre persone malate. —

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