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È stato condannato dalla Corte dei conti a pagare alla Regione, presso la quale dipendeva fino alla sua entrata in quiescenza, 672 mila euro per danno erariale. Spese di giudizio, a favore dello Stato, per 418 euro. La sentenza di condanna è nei confronti dell’ex dirigente regionale, ingegner Giorgio Pocecco, 69 anni, di Trieste.

La vicenda fa riferimento ai lavori di messa in sicurezza idraulica dei territori di Villesse e Romans, attraverso la predisposizione di un argine al torrente Torre, che scorreva vicino all’area destinata alla realizzazione del Tiare, nel cui ambito si prevedeva la realizzazione di opere di viabilità e infrastrutture pubbliche per favorire l’accesso al parco commerciale. Tutto parte da un Accordo di programma siglato nel 2006 tra la Regione, i Comuni di Villesse e Romans e la ditta Elena Srl, successivamente sostituita dalla Arco Immobiliare Srl, la quale aveva dichiarato la disponibilità ad eseguire i lavori in regime di sponsorizzazione. Aggiudicatasi la gara, Arco aveva sottoposto all’amministrazione regionale uno schema di polizza fidejussoria, a garanzia dell’adempimento delle obbligazioni contrattuali. Schema visionato dal dirigente, che aveva attestato la congruità della polizza, del valore di 1,5 milioni (il 50% dell’importo del contratto) in favore della Regione. Fidejussione emessa pochi giorni dopo da “Confideuropa soc. coop. per azioni”. Il 23 aprile 2013 era seguita la stipula del contratto, a firma di Pocecco per conto dell’ente regionale. Opere entro un limite di spesa di circa 3,6 milioni. Erano proceduti i lavori fino al completamento del primo lotto, per poi interrompersi. Un inadempimento, quello della Arco, anche rispetto all’escussione della fidejussione a favore della Regione, che s’era rivolta a Confideuropa, a sua volta risultata inadempiente.

L’ente regionale aveva a quel punto inoltrato la segnalazione alla Banca d’Italia, apprendendo che Confideuropa non era mai stata abilitata a rilasciare fidejussioni a beneficio di enti pubblici. Da qui il ricorso alla Corte dei conti della Regione. La Corte ha condannato quindi il dirigente. —

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