Sindacati di base in piazza a Trieste contro il governo Draghi «Sono aumentate le diseguaglianze»

TRIESTE Il sindacalismo di base è sceso sabato in piazza per manifestare il proprio dissenso alle scelte del governo, «con il 90% dei fondi del Pnrr destinati alle imprese e a politiche di privatizzazione - ha sottolineato Sasha Colautti, coordinatore provinciale Usb - quando, alla luce di quanto sta avvenendo con la pandemia, secondo noi dovrebbero essere invece dirottati su sociale, sanità, scuola, sul rafforzamento del welfare pubblico».

Il presidio “No Draghi Day” è stato organizzato congiuntamente da Cobas, Usb e Usi - Cit Trieste, e ieri mattina in Largo Barriera ha visto riunirsi una quarantina di persone. «Una giornata di protesta nazionale – si legge in una nota diffusa dai sindacati – contro un governo che fin dalla nascita ha avuto una sola linea politica: l’aumento delle disuguaglianze, con l’attacco ai lavoratori e ai settori sociali più deboli del Paese e la difesa a spada tratta delle grandi imprese e delle rendite finanziarie». Tra le istanze della piazza il no ai licenziamenti e alle privatizzazioni, la lotta per il salario e il reddito garantito, la cancellazione della Legge Fornero, il contrasto al carovita, i rinnovi contrattuali la lotta alla precarietà per la piena occupazione.

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