“No Draghi Day”: sindacalismo di base in piazza a Trieste per chiedere al governo di investire sul sociale “esasperato dalla pandemia”

Un momento del No Draghi Day a Trieste. Foto Massimo Silvano

Sabato mattina, nella giornata della protesta nazionale, un presidio è stato organizzato anche in Largo Barriera da Cobas, Usb e Usi – Cit Trieste

TRIESTE Contro la manovra economica del Governo, anche a Trieste sabato è sceso in piazza il sindacalismo di base e conflittuale per il 'No Draghi Day' indetto in tutta Italia.

A Trieste il presidio è stato organizzato di mattina congiuntamente da Cobas, Usb e Usi – Cit Trieste in Largo Barriera. 

“Una giornata di protesta nazionale – si legge in una nota – contro un governo che fin dalla nascita ha avuto una sola linea politica: l’aumento delle disuguaglianze, con l’attacco ai lavoratori e ai settori sociali più deboli del Paese e la difesa a spada tratta delle grandi imprese e delle rendite finanziarie. Una linea confermata dalla Legge di Bilancio che, così come il PNRR, concentra le risorse sulle grandi imprese ignorando l’urgenza di una redistribuzione del reddito che riduca le disuguaglianze. Nulla contro il caro vita, i salari restano bloccati, confermato l’attacco al reddito di cittadinanza e ai pensionati al minimo. Non bastasse, restano nel dimenticatoio la sanità, la scuola e il trasporto pubblico, e anzi si riaffaccia il progetto di autonomia differenziata destinato ad aggravare e approfondire il divario territoriale e sociale. Sullo sfondo, uno sblocco dei licenziamenti ormai operativo e il disinteresse totale verso il dramma della questione abitativa e degli sfratti”.

L’intervento di Sasha Colautti (Usb):

“Siamo qua per ribadire la nostra critica agli interventi messi in atto dal governo Draghi. Interventi che partono dall’utilizzo dei fondi Pnrr che sappiamo essere per quasi il 90% destinati alle imprese e a politiche di privatizzazione: fondi che, tanto più alla luce di quanto sta avvenendo a fronte della pandemia, secondo noi dovrebbero essere dirottati sul sociale, sanità, alla scuola, al rafforzamento del welfare pubblico, in contrapposizione al fatto che il governo (su reddito di cittadinanza, fisco, bollette, su tutto il quadro sociale) sta imprimendo un’accelerazione per restringere ulteriormente i costi della spesa sociale. Ciò sta impattando sulla cittadinanza, mentre la gestione della pandemia sta esasperando le persone”. 

Ecco le istanze della piazza:

  • No ai licenziamenti e alle privatizzazioni
  • Lotta per il salario e il reddito garantito
  • Cancellazione della Legge Fornero
  • Contrasto al carovita e ai diktat dell’Unione Europea
  • Rinnovi contrattuali e lotta alla precarietà per la piena occupazione
  • Forti investimenti per scuola, sanità, trasporti, previdenza pubblica e casa, contro le spese militari e le missioni all’estero, a favore di una necessaria spesa sociale
  • Per un fisco equo che aggredisca le rendite e riduca le disuguaglianze sociali.
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