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«Famiglia è papà, mamma e figli»: l’assessore Fvg Bini riapre la polemica

TRIESTE «Un figlio deve avere una mamma e un papà, una famiglia tradizionale». A Udine, nella città finita alla ribalta nazionale per aver tentato di modificare lo Statuto e di riconoscere solo la «famiglia come società naturale fondata sul matrimonio», l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, alla presentazione dell’evento Presepi Fvg, riapre la polemica. Il leader di Progetto Fvg, il movimento che sostiene il sindaco, Pietro Fontanini, lo fa nel definire «assurda la timidezza verso parole come Natale – ha affermato –: dobbiamo avere il coraggio di dire con forza che il Natale è il Natale, il Crocifisso è il Crocifisso, di celebrare i riti della fede cristiana e di definire la famiglia come papà, mamma e figli».

E le repliche dell’opposizione non mancano: il consigliere regionale Furio Honsell che da sindaco di Udine fu il primo a registrare allo stato civile il matrimonio tra due donne, ricorda che la stessa «Sacra famiglia non è una famiglia fatta da padre, madre e figlio», mentre l’esponente dem, Salvatore Spitaleri, fa notare a Bini che «un pubblico amministratore, nell’esercizio delle sue funzioni, non deve mai confondere il proprio credo religioso o politico con il doveroso ossequio alle norme costituzionali e di legge che presiedono alle funzioni pubbliche».

Tutto è iniziato alla presentazione dei Presepi a Udine, dove l’eco della polemica sulla famiglia tradizionale non si è ancora spenta. Bini arriva nella sala dedicata dalla Regione a Pasolini, e invita a vincere la timidezza e a «definire la famiglia come papà, mamma e figli». Salvo poi fare un distinguo tra famiglia e affetti: «Un conto è la famiglia tradizionale con mamma, papà e i figli, due mamme e due papà lo vedrei poco naturale, un altro sono gli affetti che possono portare oltre, perché ognuno è libero di fare quello che vuole. L’importante è che le persone si amino e si vogliano bene».

Parole chiare che non sono passate inosservate neppure tra i componenti della giunta regionale di cui fa parte Bini. «La famiglia è la famiglia, la parola tradizionale credo sia un’aggiunta inutile – sottolinea l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli –. Sono felice sia della mia famiglia di origine, sia della famiglia che mi è capitata pur non essendo la mia una famiglia tradizionale, perché non mi sono mai sposata e perché mio figlio è figlio del mio compagno». —

G.P.

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