Contenuto riservato agli abbonati

Dalla rara tazza imperiale al Cosroe Dusi restaurato: a Trieste si rinnova la tradizione del mecenatismo privato

Massimo Silvano

A Palazzetto Leo una Biedermeier raffigurante Trieste grazie a Lokar “La morte di Alcibiade” al Revoltella possibile con Franca Commisso

TRIESTE Cosa può accomunare una tazza e un dipinto 172x210 centimetri? Per esempio, la data di nascita, o per meglio dire, di creazione, che in entrambi i casi risale al 1827. Possiamo poi trovare un’altra buona ragione: entrambi, tazza & dipinto, rappresentano gesti di mecenatismo nei confronti della civica musealità, una lodevole tradizione che continua felicemente e che consente a pubbliche istituzioni dai budget strizzati di ricevere qualche approvvigionamento per le proprie collezioni.

Ieri

Questo articolo è riservato a chi ha un abbonamento

Tutti i contenuti del sito

1€ al mese per 3 mesi poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Noi Il Piccolo la comunità dei lettori

Video del giorno

Trieste, la passeggiata cinematografica è a Melara

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi