In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

il caso



Il Comune di Turriaco vuole liberarsi delle quote di Arriva Udine spa (ex Saf), ma vuole farlo all'interno di un percorso il più possibile condiviso con gli altri enti locali dell'Isontino. Nella seduta di lunedì del Consiglio comunale il sindaco Enrico Bullian ha anticipato che, in occasione della deliberazione obbligatoria sulla ricognizione e razionalizzazione delle società partecipate, l'amministrazione porterà all'attenzione dell'aula proprio la questione della proprietà delle quote Arriva Udine spa. «La genesi della problematica è l’acquisizione ex lege, a inizio 2018, da parte dei Comuni isontini delle quote di partecipazione della Saf, ora Arriva Udine, nel corso del processo di ridefinizione istituzionale collegato al superamento della Provincia di Gorizia», spiega Bullian. «Tutti i Comuni cui ci siamo già rivolti si ritrovano proprietari di quote che vanno da un minimo dello 0,0030, come Dolegna del Collio, allo 0,0930% di Ronchi dei Legionari - prosegue il sindaco -. Il Comune di Turriaco è risultato intestatario di una quota pari allo 0,0216%. Siamo tutti Comuni di medie e piccole dimensioni e quindi quello che proponiamo, sentiti alcuni colleghi con i quali ho condiviso l’intendimento, è di avviare la dismissione coordinata delle quote nel corso del 2022, per ottimizzare i costi, le procedure e il percorso giuridico nei vari enti e per rendere più appetibile l’acquisto di un pacchetto azionario». Per quanto riguarda Turriaco, l'amministrazione comunale ritiene che la strada più corretta sia quella di dichiarare, entro il 31 dicembre, in sede di approvazione della delibera consiliare sulla ricognizione e razionalizzazione delle partecipate, che la società non è strategica, effettuando il primo passaggio per avviare l’iter di dismissione nel 2022. «Credo sia abbastanza intuitivo rendersi conto del perché», sottolinea il sindaco, che cita la partecipazione di assoluta minoranza e il fatto che Arriva Udine non svolga servizio di Tpl sul territorio. Il fondamento legislativo della dismissione sta invece nel decreto legislativo numero 175 del 2016. «Ciò non significa che le quote saranno dismesse per certo nel 2022, essendoci variabili di mercato difficilmente prevedibili e determinabili - afferma Bullian -, ma che adotteremo le scelte e i passaggi per centrare l’obiettivo, raggiungibile nel caso venisse individuato almeno un acquirente». Per Turriaco si tratta di un percorso strettamente amministrativo e che quindi «supera le divisioni di appartenenza e le logiche di area». Per questo l'amministrazione si è rivolta a tutti i 23 Comuni di dimensioni medio piccole dell'Isontino e ora sta raccogliendo l’interesse o meno ad avviare il percorso, in modo da rendere possibile la formazione di un primo coordinamento, la condivisione immediata della delibera, nel 2022, gli atti conseguenti verso la dismissione. «Ho anche informato per le vie brevi i sindaci dei due Comuni più grandi, Monfalcone e Gorizia - conclude Bullian -, dal momento che enti di maggiori dimensioni potrebbero svolgere ragionamenti diversi. Se lo riterranno, però, rimaniamo aperti a un’eventuale interlocuzione». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



I commenti dei lettori