Il no di Lega e Fi: «Atto contrario alla campagna vaccinale»

Avian: «Servizio in più per chi lavora in Municipio che alleggerisce pure i controlli in ambito privato». E Cisl e Ugl plaudono all’iniziativa 

il dibattito



Il vicesindaco Serena Tonel (Lega) e l’assessore al Territorio Sandra Savino (Forza Italia) accusano la delibera di incoerenza rispetto alla promozione della campagna vaccinale.

L’assessore al Personale Stefano Avian (Fratelli d’Italia) ne difende invece «l’utilità collettiva» nel tracciare i contagi e sgravare le farmacie private». Messo ai voti, il provvedimento ha infatti spaccato la giunta (si legga l’articolo qui accanto). Episodio inusuale nella storia dell’era Dipiazza, tanto che neanche un mese fa lo stesso sindaco ricordava: «In vent’anni di mie giunte non si è mai votato. Se qualcuno non è d’accordo è giusto che si rivolga al sindaco, ma poi si trova la quadra assieme, è più bello».

La bozza nasceva circa quattro mesi fa dall’allora assessore al Personale Michele Lobianco. Poi l’iter si è interrotto, complici anche le elezioni di mezzo. Adesso cosa è cambiato? La quarta ondata avanza assieme alla campagna vaccinale. E un test rapido negativo dà diritto al Green pass base, necessario per lavorare, secondo l’attuale normativa nazionale. Per il vicesindaco Tonel «la delibera nasceva in un contesto diverso. Ora non aiuta il clima. Rispetto alla necessità di promuovere la campagna vaccinale mi sembra disallineata: le istituzioni devono dare un messaggio di adesione, come atto di responsabilità verso la comunità. Presto poi la vaccinazione sarà obbligatoria per personale scolastico e polizia locale: a maggior ragione il provvedimento è superato. La Lega ha votato contro». Idem Savino, secondo cui è «questione di coerenza. Le direttive politiche e istituzionali, del governo e della Regione, sono far sì che ci sia più gente vaccinata possibile. Chi non si sente bene deve chiamare il proprio medico. E chi non si vuole vaccinare deve fare i tamponi a spese proprie, senza che ci siano figli e figliastri». Così invece Avian, che nel frattempo ha ereditato le Risorse umane: «Data la situazione di forte criticità abbiamo ritenuto necessario approvare la delibera. Al momento le farmacie comunali non fanno tamponi. Come datore di lavoro, il Comune ora darà un servizio in più ai propri dipendenti, che in caso di dubbi potranno verificare la propria positività o meno al Covid in tempi rapidi. Esigenza che peraltro possono avere anche i vaccinati. Per questo, e perché contribuirà ad alleggerire le farmacie private, andrà a beneficio di tutti. La campagna vaccinale nulla c’entra».

Perché l’assessore dipiazzista Carlo Grilli, che ha presentato la delibera assieme ad Avian, si è astenuto? «Ho messo a disposizione i miei uffici, competenti sulle farmacie comunali, per la mera parte tecnica. Poi, vedendo emergere posizioni fortemente diverse, ho voluto essere laico. Non è stata una bella pagina della nostra amministrazione ma andremo avanti». I sindacati intanto apprezzano il provvedimento. Per Walter Giani (Cisl) «questo era un impegno preso nei nostri confronti prima delle elezioni. Lungi da noi i No vax. Ma la misura garantisce la continuità dei servizi comunali e aiuta la cittadinanza alleggerendo le altre farmacie. I tamponi poi non saranno gratis ma a prezzo di costo: non c’è danno erariale». Così Ottorino Marchianò (Ugl): «Già ad agosto avevamo chiesto tamponi a prezzi un po’ più bassi nelle farmacie comunali. Sarà una garanzia di efficienza della macchina comunale, oltre che sociale, poiché nessuno rimarrà indietro e tutti potranno andare al lavoro. Una misura analoga peraltro c’è già a Monfalcone (là a ottobre l’amministrazione ha annunciato un punto tamponi in farmacia comunale a prezzo amico per vari lavoratori)». —

Video del giorno

Un'auto senza targa in fiamme nei campi a San Floriano del Collio

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi