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Aviaria, focolaio nelle campionature dei polli morti nell'allevamento di Fagagna

FAGAGNA. È stato rilevato un focolaio di aviaria H5N1 nelle campionature di polli che erano deceduti domenica scorsa, 28 novembre, nell'allevamento di polli “Nicola Nardone”, a Fagagna.

L’azienda di via San Vito era finita nel mirino dei ladri che avevano rubato il gasolio che alimentava il generatore di corrente collegato al sistema di ventilazione dei capannoni. 

E così, senza più ossigeno, erano morti quasi 10 mila polli (nella struttura ce n’erano 15 mila). Alcune delle carcasse, come previsto in questi casi, sono state acquisite dal personale del Servizio veterinario dell’Azienda sanitaria Friuli centrale e sono state inviate all'Istituto Zooprofilattico per tutte le verifiche indicate dalla legge, in particolare quelle relative all’eventuale presenza di agenti patogeni.

I test effettuati che sono risultati positivi per l'influenza aviaria del sottotipo H5N1 che, va ricordato, non è trasmissibile all'uomo, ma lo è ad altri animali. Sono decine, infatti, i focolai rilevati in quest’ultimo periodo in Veneto.

“Per prassi – spiega Manlio Palei, direttore del Servizio prevenzione sicurezza alimentare, veterinaria e sanità pubblica della Regione – di fronte a qualsiasi tipo di mortalità, dovuta a cause biologiche o, come in questo caso, tecniche, vanno fatti controlli puntuali.

Nell’ambito di tale procedure – chiarisce ancora l’esperto – è stata rilevata la positività all’aviaria e ora saranno necessari ulteriori approfondimenti per individuare la provenienza del virus, per capire per esempio se è di origine selvatica o se, invece, proviene da altri allevamenti”.

A condurre le analisi di laboratorio sui campioni prelevati a Fagagna sono stati i tecnici dell’Istituto zooprofilattico di Legnaro (Padova) che è centro di riferimento nazionale ed europeo per l’aviaria.

Adesso i protocolli di sicurezza prevedono essenzialmente tre passaggi, come sottolinea ancora il direttore Palei: “Adesso il capannone interessato resterà isolato, c’è infatti un blocco di qualsiasi movimentazione di merci e anche di persone da e per l’allevamento, in attesa dell’intervento di una ditta specializzata che provvederà all’abbattimento degli animali sopravvissuti e al successivo smaltimento.

In secondo luogo, sono state individuate una zona di protezione di tre chilometri e un’ulteriore zona di sorveglianza di altri sette (per un totale di una decina di chilometri) entro le quali verranno fatti campionamenti di controllo in tutti gli allevamenti avicoli (polli, galline ovaiole e svezzatoi) che dovrebbero essere all’incirca una trentina”.

È importante ricordare, come previsa lo stesso Palei, che questo ceppo non è assolutamente pericoloso per le persone”.

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