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2022

A Monfalcone congelate le tariffe per i servizi

I costi per mense, nidi, ospizi, teatro e impianti resta uguale a quello dell’anno in corso. Coperti al 77,04% dalle entrate

Tiziana Carpinelli
2 minuti di lettura

MONFALCONE La giunta comunale ha approvato le tariffe dei servizi a domanda individuale, quali mense e trasporti scolastici, nidi e casa di riposo: non subiranno rintocchi all’insù neppure in revisione dell’adeguamento Istat. Si conferma anche per il 2022 la linea di congelamento dei costi, a carico dell’utenza cittadina, per le prestazioni offerte dall’ente. La deliberazione risale a venerdì, su proposta dell’assessore al Bilancio Paolo Venni.

È il sindaco Anna Cisint, tuttavia, a illustrarne la ratio: «Ancora una volta non è stato previsto alcun aumento per i servizi a domanda individuale, come quelli relativi a teatro, impianti sportivi, casa albergo e asili nido». «In questi anni di mandato non abbiamo mai incrementato le tariffe, bensì ridotto la pressione fiscale – sempre la prima cittadina – perché riteniamo sia importante essere d’esempio nel contenimento dei costi, in considerazione pure del fatto che la maggior parte dei servizi erogati s’inserisce a supporto delle fasce più deboli della popolazione. Residenti che abbiamo il compito, come Comune, di sostenere».

I servizi pubblici a domanda individuale riguardano quelle attività, gestite dalle municipalità, poste in essere e utilizzate a richiesta dell’utente e che non siano dichiarate gratuite per legge nazionale o regionale. Nel caso specifico si tratta delle tariffe per la casa di riposo e il centro diurno di via Crociera, i due asili nido di via Tagliamento e via Cosulich, i soggiorni estivi per gli anziani, la mensa dei dipendenti dell’amministrazione, il mercato comunale, il teatro, l’uso delle sale comunali e delle palestre scolastiche, la stamperia, i trasporti scolastici, la galleria espositiva e il Muca-Museo della cantieristica.

Il costo complessivo di questi servizi messi in campo ammonta a 6.519.391,79 euro, coperti per entrate totali, cioè i proventi di tariffe e contratti associati a fondi a specifica destinazione (per esempio quelli regionali diretti nel caso dell’ospizio), pari a 5.022.493 euro, vale a dire per il 77,04%. La rimanente parte, a carico del bilancio, è attinta dalle casse municipali. La manovra arriva in previsione dell’approvazione dello schema di bilancio 2022-2024.

A Cisint preme sottolineare come «siano stati mantenuti tutti i servizi, erogando prestazioni il cui costo in sé, comunque, ogni anno aumenta, non fosse altro per l’adeguamento degli indici Istat, che molti Comuni, non il nostro, applicano in via automatica». «Senza contare – sempre il sindaco – che per le note vicende pandemiche nell’ultimo biennio sono lievitate le spese per l’approvvigionamento delle materie prime. Per capirci, stiamo parlando di una crescita dei costi annualmente incidente per quote che vanno dall’1 al 5%». «Nello stesso tempo – ancora Cisint – per mantenere le tariffe ferme non abbiamo ritenuto di gravare sulla collettività esercitando la leva fiscale. Quel 22,96% a bilancio dell’ente viene coperto operando razionalizzazioni nei servizi ed efficientamenti nella gestione della macchina amministrativa. Dunque non solo non abbiamo aumentato le tariffe dal 2016, ma i cittadini hanno in definitiva visto un risparmio poiché non si sono applicati né l’incremento Istat né una maggiorazione dei costi». Una delle scelte strategiche, per Cisint, «non essersi accollati ulteriori mutui rispetto a quelli in essere».

Come precisato in delibera, «le tariffe relative ad asili nido, servizi della prima infanzia, trasporto scolastico, mensa scolastica e centri estivi risultano invariate dall’anno scolastico 2017/2018», mentre le tariffe relative «a palestre scolastiche e impianti scolastici sono tali dal 2018/2019», analogamente per le tariffe della casa di riposo che «quest’amministrazione non ha modificato». Alcune delle rette vengono modulate sulla base dell’Isee del nucleo fruitore, ad esempio per il nido, la tariffa è di 350 euro (tempo pieno) e 297 euro (ridotto) in fascia economica reddituale da 10.000, 01 a 15 mila euro e di 360 (tempo pieno) e 306 (ridotto) per indicatori da 15.000,01 a 20 mila euro. Nel caso invece della residenza protetta la retta giornaliera è di 47,27 se l’anziano ha un Isee inferiore a 15 mila euro, di 48,27 euro se fra 15 mila e 20 mila, di 49,77 euro se superiore a 25 mila euro. Il supplemento per la stanza singola è pari a 4,50 euro giornalieri, qualora la scelta della soluzione individuale dipenda da motivi personali non dipendenti da problematiche sanitarie

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