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Insediato il nuovo parroco

Don Stefano accolto a Cormons «È una grande responsabilità»

Monsignor Goina è stato accompagnato fino al duomo a piedi da fedeli e autorità Succede a don Nutarelli. «Incoraggerò tutti a prendersi cura gli uni degli altri»

Matteo Femia
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Matteo Femia / Cormons

«Sento il peso della responsabilità ma so che potrò dividerlo coi sacerdoti che mi affiancheranno e con tante altre persone di questa comunità, a cui auguro un buon cammino insieme». Sono state queste le prime parole da parroco dell’Unità Pastorale di Cormons, Borgnano, Brazzano e Dolegna dette da monsignor Stefano Goina, insediatosi nel pomeriggio di ieri assieme al nuovo collaboratore, monsignor Armando Zorzin.

Ad accogliere nella comunità il nuovo responsabile parrocchiale sono stati, all’ingresso del Duomo, l’arcivescovo di Gorizia Carlo Roberto Maria Redaelli, il sindaco di Dolegna Carlo Comis e l’assessore cormonese Fabio Russiani, che ha letto un messaggio di benvenuto del sindaco Roberto Felcaro, impossibilitato ad essere presentea causa di un infortunio alla gamba che lo costringe a casa da qualche giorno.

Monsignor Goina era arrivato a piedi in Duomo dal Santuario di Rosa Mistica, dove era stato accolto da don Mauro Belletti, uno dei collaboratori pastorali di cui si avvarrà, e da una rappresentanza del consiglio pastorale, oltre che dalle Suore della Provvidenza. A Rosa Mistica, don Belletti ha sottolineato come «sole e temperatura non tanto bassa siano segni anch’essi di buona accoglienza», mentre all’arrivo sulla scalinata del Duomo Russiani ha letto il saluto di Felcaro: «La nostra realtà – ha detto – è fatta di un sistema dinamico che basa i propri principi su rispetto e solidarietà, con tante associazioni che rappresentano un patrimonio fondamentale della nostra comunità». Comis ha invece evidenziato come «le figure di parroco, sindaco e medico siano fondamentali» per realtà piccole come quella del Collio.

Durante la successiva messa solenne, l’arcivescovo Redaelli ha sottolineato come l’inizio dell’attività pastorale di don Goina sia caratterizzata da «attesa, speranza e trepidazione» e ha presentato la comunità, articolata in quattro parrocchie: «Ho avuto la possibilità di conoscerle già prima della pandemia: sono aperte verso chi arriva da fuori, qui si accolgono stranieri che diventano poi fratelli». «Sono sicuro – si è rivolto a don Stefano – che amerai questa comunità e dalla stessa sarai ricambiato: sei diverso da chi ti ha preceduto ma le tue doti di umanità e saggezza sapranno farti apprezzare». Infine don Goina ha sottolineato quella che ha definito «la sua visione»: «La mia funzione sarà quella di incoraggiare una comunità in cui tutti si prendano cura gli uni degli altri». —

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