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Monfalcone, gli ambientalisti sul turbogas di A2A: «È una bufala l’uso dell’idrogeno»

Katia Bonaventura

«Verrà costruito il ciclo aperto pagato con il capacity market mentre il ciclo combinato resterà nel cassetto per mancanza di richiesta»

Le dichiarazioni di Cgil e Confindustria a sostegno della riconversione a gas della centrale A2a sono ancorate al passato. A dirlo sono Legambiente del Friuli Venezia Giulia e di Monfalcone che, dopo il convegno organizzato una settimana fa al Kinemax, ribadiscono come «la transizione ecologica è urgente e non ha bisogno dei combustibili fossili». «La decarbonizzazione, tanto decantata in ogni occasione, è imprescindibile, urgente e riguarda tutti i combustibili fossili, gas naturale compreso – afferma l’associazione ambientalista –; una prospettiva diversa per l’area ora occupata dalla centrale di A2a non è un’opzione, bensì una necessità vera e propria per Monfalcone e per l’intero sistema regionale». Al convegno, se vi avesse partecipato, come la Regione, «pure essa invitata e clamorosamente assente», la Cgil, secondo Legambiente, «avrebbe potuto ascoltare molte cose interessanti, che anche Confindustria non dovrebbe sottovalutare». A partire dal fatto che «la potenza elettrica disponibile in Italia è sovrabbondante, quindi non servono nuove centrali» e che a «rendere conveniente l’investimento per la realizzazione della centrale è il Capacity Market, un sistema di remunerazione delle aziende elettriche per tenere ferme le loro centrali ed essere pronte ad entrare in servizio in caso di richiesta della rete».

Il problema della variabilità di richiesta elettrica è reale, riconosce Legambiente, rilevando, però, come emerso nel convegno, che la compensazione si può ottenere sfruttando i pompaggi da impianti idroelettrici (da strutture già esistenti su tutto l’arco alpino) e da stazioni di accumulo elettrochimico con batterie. La centrale in progetto prevede inoltre un ciclo aperto turbogas (che verrà pagato con il capacity market) e un ciclo combinato. «Come da fasi progettuali note, verrà costruito per primo il turbogas e, azzardando una facile profezia, il ciclo combinato resterà nel cassetto per mancanza di richiesta – aggiunge Legambiente –. Questo fa ben comprendere quanto sia una bufala il dichiarato utilizzo dell’idrogeno». Quindi l’occupazione. «A regime, la centrale darebbe impiego a poco più di 30 addetti, ma se consideriamo l’aleatorietà relativa alla realizzazione del ciclo combinato, potrebbero essere anche di meno», dice Legambiente ribadendo come un’alternativa di sviluppo del sito, legata alla portualità, ma non solo, sia possibile, con «la cooperazione dei diversi soggetti istituzionali ed economici per affrontare concretamente il futuro».LA. BL.

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