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In porto l’occupazione tiene Marter-Cpm fuse a gennaio

Le aziende insieme anche in una sede da ristrutturare e arrivano rassicurazioni sui posti e le assunzioni. Garanzie ai dipendenti con ridotta capacità lavorativa

Tiziana Carpinelli
2 minuti di lettura



L’epidemia non ha inciso sulla tenuta occupazionale dello scalo marittimo cittadino. Né il nuovo assetto organizzativo, con l’ingresso dell’Authority a Portorosega. Anzi la questione delle concessioni rimasta congelata per il ricorso al Tar di MarterNeri, poi ritirato anche in ragione dei mutati assetti e dunque l’acquisto di Cpm da parte di Fhp (lo stesso gruppo di cui fa parte la società logistica e di spedizioni), ha registrato nuovi passi in avanti e verrà definita con il rilascio entro fine anno. È la notizia emersa dal combinato disposto dell’organismo di partnerariato e del comitato di gestione, ai quali ha preso parte il Comune con il sindaco Anna Cisint.

Come appreso dal segretario generale Vittorio Torbianelli l’Autorità di sistema ha incontrato gli operatori per chiudere il procedimento. Iter che prevede la stesura di capitolati di accordo con ciascuna realtà insediata nel porto monfalconese. Un confronto basato sui piani economici finanziari (pef), già oggetto di valutazione, sotto due profili in particolare: il lavoro, con la salvaguardia e valorizzazione delle professionalità, e gli investimenti. Siccome le concessioni contemplano un arco temporale quindicennale, garantendo così l’ammortizzazione di capitali dirottati su interventi di miglioria delle aree, è stato riferito che entro l’anno si sottoscriveranno accordi specifici per fissare, sempre da parte dei concessionari, l’impegno ad adeguare la rete dei sottoservizi, cioè il ciclo idrico integrato, agli standard necessari. Altro, invece, il capitolo delle opere finanziate con risorse regionali, per alcuni ambiti già partite.

È tuttavia sulla tenuta del livello occupazionale che il sindacato maggiorente a Portorosega, la Filt Cgil, pone l’accento, soddisfatto delle risposte sul punto di Sergio Signore, referente per Monfalcone dell’Autorità di sistema portuale. Il segretario provinciale Saša Čulev ha infatti accolto positivamente la conferma, per la parte aziendale, nel mantenimento dei posti di lavoro, «con la garanzia di continuità». «Anche per quel che riguarda – ha puntualizzato – i dipendenti portuali rcl, cioè con ridotta capacità lavorativa». Si tratta, a Portorosega, di una quindicina di persone in tutto, tra condizioni temporanee e permanenti, di cui due gravi. «L’Authority – sempre Čulev – ha avanzato le sue proposte di collocamento, con piena disponibilità del sindacato ai vari confronti». Si tratta di figure che non possono più svolgere le mansioni di portuale in senso stretto, per motivi di salute, ma che per esempio, come avvenuto a Trieste, potrebbero essere riconvertite in altri impieghi, vedi i monitoraggi ai varchi.

Sempre la Filt-Cgil rileva, con la sola eccezione della Cetal per via dell’andamento del settore automotive, «una ripresa lavorativa interessante per Portorosega», con «qualche problema di organici per i carichi di lavoro dell’Alto Adriatico, che però ha ricevuto l’autorizzazione ad ampliare la pianta fino a 85 unità». Nelle assunzioni precedenza, su base volontaristica, agli addetti Cetal, altrimenti a rischio mobilità alla scadenza, il 1° marzo, della cassa integrazione. E con diritto di prelazione nel riassorbimento, secondo quanto già annunciato dal dg Davide Calzavara, quando l’attività dell’impresa tornerà a regime, cioè si archivierà la crisi della componentistica auto.

Quanto alla «fusione MarterNeri e Cpm dal 1° gennaio si creerà la Fhp di Monfalcone». «Una delle prime mosse sarà portare nella stessa sede tutti i dipendenti, ovvero la palazzina della Compagnia portuale che sarà oggetto di ristrutturazione», spiega Čulev dopo l’ultimo incontro con i vertici aziendali (ma un nuovo tavolo è previsto la prossima settimana). «La maggior parte del personale prima sotto altro inquadramento aderirà al contratto portuale – continua – e solo una piccola parte resterà in quello logistico, per mansioni precipue». Nella fase di accorpamento è «prevista una razionalizzazione di risorse umane tra le due aziende e, una volta valutato l’equilibrio del nuovo assetto, si aprirà lo spazio per qualche assunzione», conclude il segretario Filt-Cgil Čulev. —

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