I 140 anni del Piccolo: successo della mostra nel foyer del Verdi di Gorizia

L’evento aperto da Mattarella e Pahor ha richiamato centinaia di visitatori e adesso sarà allestito a Trieste

GORIZIA Sono state diverse centinaia le persone che nell’ultimo mese hanno ripercorso idealmente la storia lunga quasi un secolo e mezzo di un territorio e del suo quotidiano simbolo, ammirando l’esposizione dedicata ai 140 anni de Il Piccolo allestita nel foyer del Teatro Verdi. A partire dai presidenti della Repubblica di Italia e Slovenia, Sergio Mattarella e Borut Pahor, che, ospiti del direttore Omar Monestier, della condirettrice Roberta Giani e dell’amministratore delegato di Gnn Fabiano Begal, per primi visitarono la mostra, fino ad arrivare ai tanti goriziani e goriziane e alle persone arrivate anche da fuori città.

«Abbiamo contato 180 visitatori arrivati esclusivamente per ammirare la mostra sui 140 anni di storia de Il Piccolo – spiega Roberto Cevenini del Comune di Gorizia –, ai quali però vanno sommati tutti coloro che si sono fermati ad osservare i pannelli, le fotografie e la storica prima pagina d’esordio dopo essersi recati in teatro per sottoscrivere l’abbonamento alla stagione, acquistare un biglietto o assistere a qualche altra iniziativa. Devo dire che abbiamo riscontrato parecchia curiosità, ed è stata una bella esperienza».

Ora i 15 pannelli della mostra hanno lasciato il Verdi, e riposano al sicuro in un magazzino in attesa del nuovo allestimento in programma a dicembre a Trieste. «Una delle peculiarità della mostra del Verdi è stata quella di aver focalizzato l’attenzione sullo straordinario pezzo originale della prima pagina del 1881, conservata all’interno di una teca – racconta il direttore artistico dell’esposizione, Luca Bernardis –, ma è risultata particolarmente riuscita anche la scelta di uniformare i colori dei pannelli che riportavano le altre stampe con quelli dell’ambiente circostante, in modo da farli dialogare con ciò che stava attorno a loro. Un allestimento sobrio e rispettoso, che è piaciuto ai visitatori». Ai presidenti Mattarella e Pahor di certo, specie dopo essersi ritrovati in quella grande foto in apertura del giornale del 2020 che li ritraeva insieme alla Foiba di Basovizza, dalla quale hanno iniziato a scoprire le quindici prime pagine scelte per la mostra. «Un dettaglio che li ha subito colpiti, rendendo la loro visita meno formale e molto più emozionale», ricorda Bernardis. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Giornata della memoria a Trieste, il sindaco invita Arcigay alla cerimonia in Risiera

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi