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Nell’aprile del 2000, quattro liceali del Beneventano in gita scolastica al sacrario falciati da un’auto. Nel gennaio 2005 un’intera famiglia vicentina ancora una volta travolta nel medesimo punto di via Terza Armata. L’anno dopo, a ottobre, tre padovane, di cui due madre e figlia, investite sulle strisce davanti ai gradoni monumentali di Redipuglia. L’antivigilia del San Silvestro ancora due pedoni finiti a terra. E così avanti nel luglio 2007, nel marzo 2008, ai primi di dicembre del 2010, nell’aprile 2015, fino a domenica scorsa, con l’ennesimo investimento sulla Sr 305, maglia nera degli attraversamenti pedonali nell’Isontino. Teatro nell’ultimo ventennio di gravi e a volte fatali sinistri.

Lo sanno bene i residenti, perché la cronaca registra anche loro tra le vittime di collisioni, più o meno serie, con automobili lì in transito. Un problema che le amministrazioni comunali susseguitesi nei due decenni si sono certamente poste. Come rileva l’attuale sindaco Cristina Pisano, persuasa che solo la messa in sicurezza del passaggio potrà porre fine all’inesorabile sequela di incidenti. La maggior criticità è rappresentata, ai suoi occhi, dal fatto che il tratto dove si registrano i sinistri è caratterizzato dalla presenza di un dosso. «Bisogna chiaramente operare un intervento di messa in sicurezza – spiega la prima cittadina –, con il potenziamento del sistema di illuminazione». Un fatto non banale perché la titolarità della strada è regionale – e dunque l’ente si deve confrontare con Fvg strade – e a ridosso di un sito monumentale massimamente tutelato sicché per ogni tipo di intervento è necessario ottenere l’intesa di Soprintendenza e Onorcaduti, come non manca di sottolineare Pisano, oltre che, per questioni più prettamente viarie e tecniche, di Rfi, data la prossimità del sedime ferroviario. Insomma, impresa non semplice mettere allo stesso tavolo (e possibilmente d’accordo) tutti i soggetti. E allora non si fa niente? Si assiste impotenti al prossimo investimento? Non è possibile, «bisognerebbe convocare una conferenza dei servizi», suggerisce il sindaco. Che cerca di fare quel che può: Fogliano Redipuglia è un paese di 3 mila anime e le casse, cioè le risorse a disposizione, sono proporzionate all’esigua popolazione, non in grado di sobbarcarsi un onere in più rispetto a quelli già in carico. Dovrebbero mettersi una mano sul cuore gli enti sovraordinati. L’idea c’è: un sottopasso, per garantire la sicurezza dell’attraversamento.

La proposta era stata anche già avanzata, negli anni del centenario della Grande Guerra, dall’allora sindaco Antonio Calligaris all’ex sottosegretario, ai tempi di Matteo Renzi a Palazzo Chigi, Luca Lotti in visita a Redipuglia. E se ne discusse. Ma poi il referente della struttura di missione fu spostato e il discorso si chiuse lì. Il progetto andrebbe riportato all’attualità, sollecita Pisano. Per non far passare altri vent’anni di incidenti al Sacrario. —

Ti. Ca.

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