Crescono i contagi a Monfalcone: da 58 a 169 in 7 giorni

Quattro le ospedalizzazioni: tre anziani e una 22enne. Il 29 per cento ha meno di 18 anni. Cisint: avviata la terza dose

MONFALCONE. Quando Anna Cisint ricomincia a dare i numeri sul Covid-19 nelle sue dirette social significa che la pandemia riprende a far zoppicare Monfalcone. O meglio: la sanità sul territorio isontino.

Martedì mattina il sindaco ha infatti urbi et orbi snocciolato gli ultimi report sull’andamento del coronavirus nella città: ci sono, stando agli ultimi dati, «169 persone positive di cui 4 ospedalizzate: tre uomini delle classi’36, ’38 e’44 e una donna giovane ricoverata, nata nel 1999».

Tre invece i decessi durante l’ultimo mese, in merito ai quali l’amministrazione ha sporto le condoglianze ai familiari delle vittime del virus via web. I casi erano 58, con una sola ospedalizzazione appena una settimana fa.


«C’è una crescita importante», ha scandito Cisint davanti allo schermo.

«Circa di una decina di trasmissioni al giorno», ha puntualizzato. Ma l’elemento che ha destato l’attenzione del sindaco è che il 29% dei contagi interessa la fascia dei minorenni, ovvero soggetti la cui età risulta uguale o al di sotto dei 18 anni.

«Tanta roba» è sfuggito alla prima cittadina. Che poi, nel corso della diretta, ha colto la palla al balzo per ricordare come per la fascia 12-18 l’accesso alla prima dose vaccinale nell’hub del centro Poclen di via Fontanot sia diretto, cioè «senza necessità di prendere appuntamento», diversamente da quanto accade per le altre categorie anagrafiche. Lo stesso vale per la terza dose destinata all’utenza fragile.

«I 169 casi non sono tantissimi rispetto ai periodi bui cui questa città ha assistito in passato – sempre Cisint –, ma non sono nemmeno pochi. C’è una crescita importante».

Il 2,36% risulta ospedalizzato e questo è l’elemento critico agli occhi dell’amministrazione, poiché la «percentuale è abbastanza incidente» in ambito sanitario per via delle disposizioni vigenti. Persone che devono essere ricoverate o nel reparto specializzato di media intensità a Gorizia o a Cattinara, ha specificato la prima cittadina.

«Circostanza che ha implicato nel capoluogo isontino la chiusura del reparto di Medicina sicché quell’utenza dovrà transitare per il San Polo, ospedale Covid free», ancora il sindaco. Dunque la preoccupazione è per la tenuta del sistema sanitario sotto ogni punto di vista, se i contagi vedranno ulteriori balzi in avanti.

Una parentesi. Lo sviluppo significativo di sintomatologia Covid nella popolazione ha dato notevole impulso all’attività dei tamponi svolti al drive in del San Polo.

Del resto, se a Trieste si viaggia sui 700 casi ogni 100 mila abitanti, nell’Isontino siamo ormai a quota 400 ogni 100 mila, sicché il personale sanitario dedicato ormai effettua qualcosa come migliaia di test al giorno, dal mattino fino alla sera, con tutte le intuibili complessità (e difficoltà) legate al contact tracing. Infatti, secondo stima per difetto, ogni contagiato trascina con sé un minimo di 10 persone da contattare.

Tornando al Comune la “pressione tamponatoria” si è fatta sentire anche nelle farmacie comunali: in un mese si sono macinati 4.700 test, con punte nella settimana dall’8 al 13 novembre di 918 somministrazioni (867, invece, nell’ultima). 

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