Nuovo corteo No green pass da Chiarbola a piazza Perugino, passando per San Giacomo

Il percorso della protesta pubblicato dalla pagina della polizia locale. Dipiazza: “E’ una roba folle”

TRIESTE Il corteo del popolo No green pass si prepara a bloccare nuovamente Trieste il 23 novembre. Nel pomeriggio di lunedì è stato reso noto il percorso della manifestazione, che interesserà una lunga serie di vie e piazze, dalla periferia fino poche centinaia di metri dal centro cittadino. La partenza è fissata a Chiarbola alle 16.30, in una zona popolare, ma poi la protesta si snoderà lungo assi viarie importanti per la circolazione, che inevitabilmente subirà rallentamenti e blocchi, come già successo nelle manifestazioni precedenti. Ad allertare i cittadini nel pomeriggio, con un post pubblicato su Facebook, è stata la polizia locale, che avvisa sui possibili disagi al traffico. Tante le proteste dei triestini rimbalzate proprio sui social, anche perché alcune zone toccate dalla manifestazione sono accanto a scuole, palestre e altri spazi che saranno interdetti. C'è poi la preoccupazione di bar, negozi e altre attività, che temono di non poter lavorare regolarmente nel corso del pomeriggio.

Il percorso del corteo

«Non sono io che autorizzo, è la questura che autorizza. non è che io posso andare dal prefetto e dalla questura, io sono un amministratore, loro invece hanno in mano la sicurezza», tuona al telefono con l’agenzia Dire il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, alla vigilia del nuovo corteo. «Non solo sono contrariato per l'autorizzazione al corteo- continua Dipiazza-, ma sono fuori di me perché le spese per spostare i cassonetti, mettere le transenne, le hanno addebitate a me, e ora faccio un casino, perché chi ordina deve pagare». Ancora più duro è il sindaco con chi domani scenderà in piazza per protestare. «E’ una roba vergognosa, in un momento così drammatico non hanno neppure il rispetto della malattia, della salute dei cittadini, dell'economia. oramai c'è il non rispetto di tutto, delle regole, del convivere», lamenta Dipiazza, pur d'accordo che il diritto alla protesta vada garantito. Conclude il sindaco: «Dovremmo essere un po’ responsabili, c'è gente che si cura da sola a casa e muore. ma staremmo mica scherzando? Non capisco con che spirito questi fanno le manifestazioni. Si staranno rendendo o no conto che l'Europa, l'Austria è in lockdown, e noi andremo in lockdown a Natale? pensiamo al danno psicologico, economico al paese. E’ una roba folle».

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