Contenuto riservato agli abbonati

Trieste, ecco i paletti del bilancio: niente aumenti alle tasse, alienazioni e meno spese

Definite dalla giunta le linee di indirizzo per la definizione del documento, il primo del Dipiazza IV. Obiettivo approvazione a gennaio. Opere: priorità ai fondi del Pnrr

TRIESTE Che il bilancio si approvi con qualche mese di ritardo è una piccola grande tradizione per gli enti pubblici italiani. Le nuove linee di indirizzo per l’approvazione del bilancio del Comune, appena approvate dalla giunta, puntano invece ad anticipare a gennaio il voto sul Dup e sul bilancio di previsione 2022-2024, ampliando quindi le capacità di intervento dell’ente nei mesi successivi.

Per farlo, il neo assessore al Bilancio Everest Bertoli mette mano alla procedura di elaborazione del documento nel suo complesso, abbandonando la vecchia usanza di parametrare le spese mensili su quelle dell’anno precedente, nella speranza di liberare così risorse utili per alleviare le imposte. Zero rialzi sulle tasse è infatti l’obiettivo di base della nuova politica.


Dopo quasi due anni di pandemia, la situazione dei conti non è delle migliori. È prevista una riduzione significativa delle entrate correnti: il tradizionale ritardo con cui viene introitata l’addizionale comunale all’Irpef fa sì che non si conosca ancora l’ammanco scavato da chiusure, fallimenti, riduzioni degli occupati. Si prevedono cali anche dall’Imu, il cui gettito deriva in buona parte dai fabbricati usati dalle imprese a fini produttivi, dalla Tari (cui famiglie e imprese faticano sempre più a far fronte) e dall’imposta di soggiorno, già in forte contrazione per ovvi motivi. In caduta inevitabile anche gli introiti da occupazione di suolo pubblico e pubblicità. In questo il Comune deve vedersela con molte spese incomprimibili legate in qualche modo alla pandemia, fattore che pesa soprattutto nel sociale (pari a un terzo del bilancio).

A fronte di simili premesse, l’obiettivo è l’approvazione a gennaio di Dup e bilancio di previsione: si tratta di una stima di massima, perché per farlo bisognerà prima conoscere gli stanziamenti in arrivo da Stato e Regione. Nel frattempo, però, gli indirizzi firmati da Bertoli e dai direttori Fabio Lorenzut e Vincenzo Di Maggio invitano gli uffici a preparare le previsioni di spesa corrente distinguendo quelle già contrattualizzate (e quindi «incomprimibili») da quelle che ancora non lo sono (e sono quindi «comprimibili»): lo scopo è ridefinire la spesa di bilancio alla luce del calo di entrate derivante «dal perdurare della crisi economica che ha colpito famiglie e imprese».

Tanto lavoro e poco tempo. Gli indirizzi dettano quindi un calendario serrato: l’11 dicembre è la data ultima per la presentazione di eventuali spostamenti di risorse e l’approvazione dei documenti contabili, nonché per il programma biennale degli acquisti di beni e servizi; il piano delle valorizzazioni e alienazioni dev’essere esecutivo entro il 30 novembre così da dare al dipartimento Lavori pubblici il quadro delle risorse finanziarie dei prossimi tre anni; entro il 20 dicembre, invece, va presentato il piano delle spese in conto capitale connesse al piano triennale dei lavori.

Il programma triennale delle opere dovrà essere costruito privilegiando l’autofinanziamento da parte del Comune con i propri mezzi (vendite, concessioni, eccetera) rispetto all’indebitamento. In questo senso va anche la «particolare attenzione» raccomandata agli uffici per gli interventi che rientreranno nel Pnrr, che avranno la «massima priorità di attuazione rispetto agli altri interventi», anche al fine di rispondere agli stringenti termini di rendicontazione imposti dal Piano del governo.

Quali sono gli obiettivi operativi cui gli uffici dovranno ispirarsi nella programmazione? Il documento indica: l’aumento della redditività del patrimonio immobiliare e la riduzione delle spese per locazioni passive; l’adeguamento delle tariffe dei servizi pubblici a domanda individuale di pari passo all’inflazione fra settembre 2020-2021; le stesse tariffe potranno essere riviste per coprire i costi, ma vanno favorite le famiglie a reddito limitato attraverso l’uso dell’Isee; ridurre l’indebitamento attraverso le iniziative di rinegoziazione di Cassa Depositi e Prestiti; la revisione dei costi per i consumi energetici; ricorso a partenariati pubblico-privato per finanziare investimenti e interventi di razionalizzazione dei consumi; ricorso ai fondi del Pnrr; riscossione dei crediti.

Viste le scadenze così ravvicinate, a breve scopriremo se il “nuovo passo” del bilancio sarà entrato a regime o meno. —

 

Video del giorno

Metropolis/13 Live Speciale Quirinale - Salti di fine stagione. Con Corrado Augias e Stefano Folli

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi