La lettera al Piccolo del Clpt: il ruolo del Comitato e la protesta a fianco dei lavoratori

Pubblichiamo la lettera indirizzata al Piccolo dal Comitato lavoratori portuali di Trieste e la risposta del direttore Omar Monestier

TRIESTE Pubblichiamo la lettera indirizzata al Piccolo dal Comitato lavoratori portuali di Trieste e la risposta del direttore Omar Monestier

Il Piccolo di domenica 14 novembre dedica diversi articoli ai lavoratori portuali che hanno scioperato contro il green pass per lavorare e al Clpt.

Il primo è l’editoriale in prima pagina del direttore, tutto concentrato sull’Alpt e sul porto.

Non abbiamo alcun problema a sentire opinioni diverse dalle nostre, anche fortemente contrarie. È il normale dibattito che dovrebbe esistere in ogni società democratica. Il testo del direttore però si basa su presupposti falsi. Perché mette insieme il licenziamento (la cui legittimità dovrà naturalmente passare il vaglio della magistratura) del signor Tuiach dall’Alpt – unico provvedimento disciplinare adottato da Alpt in relazione allo sciopero contro il Green pass - con delle contestazioni disciplinari (diverse decine) arrivate però non ai dipendenti di Alpt, ma a quelli di Adriafer. Ai quali, secondo il direttore, le contestazioni non sarebbero state fatte dalla direzione di Adriafer (come è accaduto), ma direttamente dall’Autorità Portuale! Abbiamo l’impressione che al direttore sfuggano parecchie cose non proprio di dettaglio. Ma tant’è, ormai è diventata un dettaglio insignificante anche la costituzione (in particolare gli articoli 1, 2, 3, 4, 16, 17 e 32), quindi anche un direttore è più che legittimato a sorvolare sui “dettagli” se ciò è utile a minacciare la dissoluzione di Alpt per cercare di terrorizzare i lavoratori.

Quanto al fatto che provengano da Clpt buona parte dei portuali che hanno scioperato, lo informiamo che a scioperare sono stati sicuramente molti di più i portuali iscritti ad altre sigle sindacali o non sindacalizzati. Cosa di cui siamo più che felici, perché qui non si tratta di difendere questa o quella sigla, ma i diritti democratici e costituzionali dei lavoratori. Anche del direttore.

Vogliamo inoltre informare il direttore che il Clpt e, crediamo, tutti i lavoratori portuali sono assolutamente favorevoli a qualsiasi iniziativa, come la ristrutturazione della stazione ferroviaria di Campo Marzio, che vada a incrementare l’operatività e l’occupazione in porto, naturalmente se avvengono nel rispetto di leggi e regolamenti sul lavoro. Per quel che riguarda invece le affermazioni attribuite dal giornale al professor Tiraboschi nell’articolo a pagina 3, se rispondessero a verità forse sarebbe il caso che l’Università di Modena riveda l’incarico che gli ha conferito, vista l’interpretazione evidentemente “creativa” dei fatti e delle norme sul diritto di sciopero. L’impressione che ci resta è che le elites economiche, politiche e intellettuali (con sempre più numerose e lodevoli eccezioni) non hanno ancora smaltito la rabbia (e la paura?) per il fatto che i lavoratori – trattati da plebe ignorante – hanno “l’inaudita pretesa” di mettere in discussione la loro catastrofica gestione della pandemia e di difendere il proprio diritto al lavoro e alla salute.

Coordinamento lavoratori portuali Trieste

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Carissimi,

mi si attribuiscono cose che non ho scritto. Ma non è questo il punto.

Il Coordinamento si rappresenta come la Verità espressa dal popolo resistente contro le orribili classi dirigenti, le quali sono, ovviamente, in combutta con i poteri forti e forse anche con le multinazionali del farmaco. Tesi suggestiva, certo, ma, temo, menzognera.

Mi spiacciono questi toni che solo a parole risultano concilianti e che invece testimoniano l’impossibilità di accettare quel che sta accadendo: i lavoratori portuali sono stati usati per la campagna no vax e no pass. Le loro intenzioni sono state abusate e il Clpt, pur avendolo compreso, non sa come uscirne.

Non è vero che la gestione della pandemia è stata catastrofica. È stata a tratti caotica e poco efficiente. È giusto criticarla, ci mancherebbe. Trasformare questi errori in una condanna totale usando la Costituzione a ogni pie’ sospinto solo per sottrarsi al dovere collettivo di frenare l’espansione del contagio, beh, questa è un’altra storia.

Ho massimo rispetto per i portuali. Il mio è un giudizio politico sull’azione del Clpt. E su questo non arretro. Il Clpt conduce una battaglia di resistenza che a me pare contro la salute dei lavoratori. Leggete il bollettino dei contagi a Trieste e, se volete, ne riparliamo.

Omar Monestier

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