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La Lista Dipiazza si regionalizza. E il M5s cerca una nuova guida

La civica del sindaco vuole essere protagonista alle prossime tornate elettorali, a iniziare dal 2023. I pentastellati puntano al riassetto. Rc: Paciucci segretario

TRIESTE Dopo il voto diverse forze politiche si stanno riorganizzando. Forte di un 11,14% che la rende il secondo soggetto del centrodestra e il terzo assoluto cittadino, la Lista Dipiazza si considera a un punto di svolta, in cui vuole consolidarsi per poter affrontare nuove sfide in futuro, a partire dalle elezioni regionali del 2023 e guardando anche al post Roberto Dipiazza. A tal fine l’ex capogruppo Vincenzo Rescigno si vede ora affidare il ruolo di coordinatore della civica, con il compito di migliorarne l’assetto organizzativo, promuovere la partecipazione dei cittadini e far crescere il consenso in vista delle prossime scadenze elettorali. La civica vuole darsi una struttura più simile a quella di un partito, anche con uno sportello del cittadino e una maggiore presenza sui social. Tra gli altri eletti in Municipio, Francesco Panteca è confermato presidente del Consiglio comunale, Roberto Cason è il nuovo capogruppo e Massimo Codarin viene riproposto come presidente della Terza commissione.

Michela Martinelli inoltre si candida alla presidenza della Settima circoscrizione, mentre il coordinatore locale di Progetto Fvg Giorgio Cecco, che in base a un patto si era candidato nella Lista Dipiazza, supervisionerà l’attività di tutti i 13 consiglieri circoscrizionali dipiazzisti. «Abbiamo fatto un buon risultato, ottimo con qualche punto in più», spiega il presidente della Lista Dipiazza Giorgio Rossi: «Ora dobbiamo rimboccarci le maniche e avviare un percorso più presente e attivo. La nostra posizione di centro va valorizzata con numeri importanti, anche in vista delle prossime campagne elettorali. Grazie allo straordinario lavoro del sindaco Dipiazza abbiamo maturato un’esperienza ventennale, ma la civica dovrà andare avanti anche dopo di noi, poiché all’interno ci sono tanti giovani, professionisti, imprenditori, linfa proveniente dal mondo civile. Con le sfide che ha di fronte, Trieste non può più essere legata alle opposte fazioni del ’900 né fare una navigazione di piccolo cabotaggio».

Gli interlocutori della Lista Dipiazza, in vista della sua regionalizzazione nel 2023? «Ci sono vari movimenti civici in regione», prosegue Rossi: «Noi con l’Italia di Renzo Tondo, Cambiamo di Marco Gabrielli e soprattutto Progetto Fvg di Sergio Bini, già inserito nel contesto regionale, da assessore. Questo movimento di liste va rafforzato verso il centro». Si parla anche di una lista del presidente Fedriga? «Se la farà si vedrà. Certo noi saremo il centro del centrodestra, punto di equilibrio tra idee conservatrici e progressiste».

Anche il M5s triestino evidentemente dovrà fare ordine al proprio interno e darsi una guida, alla luce del ridimensionamento in Consiglio comunale e di defezioni illustri come quelle del fondatore Paolo Menis o di Cristina Bertoni, la quale ha portato a termine il suo mandato da consigliera comunale per rispetto degli elettori e nella convinzione che i Cinque stelle a livello locale abbiano fatto il loro. Poi però Bertoni ha «staccato la spina», non si è ricandidata e ha lasciato il Movimento, sentendosi tradita dalla scelta di aderire alle politiche del governo Draghi. Restano invece nel Movimento gli ex consiglieri comunali Elena Danielis (eletta in circoscrizione), Alessandro Imbriani, Domenico Basso, Gianrossano Giannini. L’unica consigliera comunale pentastellata oggi è l’ex candidata sindaca Alessandra Richetti.

Infine la sinistra, rimasta nuovamente esclusa da Palazzo Cheba. Da un lato continua a vivere e a dare particolare attenzione ai temi ecologisti il contenitore di Sinistra in Comune, che era nato in vista della campagna elettorale e che raccoglie al suo interno Rifondazione comunista, Sinistra anticapitalista e vari soggetti indipendenti. Dall’altro lato Rifondazione, nello specifico, a fine ottobre ha avuto il suo congresso nazionale. Ne è emerso che il segretario provinciale è Gianluca Paciucci, mentre in precedenza il partito aveva una sorta di segreteria allargata provvisoria.

«Parallelamente al lavoro con le realtà dell’ecologia sociale e con Sinistra in Comune, che ha eletto un consigliere nella circoscrizione Altipiano ovest, vogliamo rilanciare Rifondazione», racconta Paciucci: «Dare nuova linfa ai circoli, che andrò a incontrare uno per uno. Ponziana, Sottolongera, Altipiano Ovest, Duino Aurisina, il circolo pescatori a Borgo San Sergio, Muggia e così via. L’obiettivo è creare una rete attenta a quello che succede in città. Non siamo nel movimento no Green pass ma non lo condanniamo a priori, ci vediamo delle potenzialità. Ci preoccupano gli opposti fanatismi e soprattutto il fatto che non ci sia più un contraddittorio al governo Draghi».

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