Due case d’accoglienza nel nome dei volontari

Le iniziative della Caritas con la Diocesi per la Giornata mondiale del povero di domani, istituita da Papa Francesco



I tributi alla memoria di due volontari della Caritas e la pubblicazione di una ricerca sociologica dedicata alle donne migranti del territorio. Sono i temi adottati dalla Diocesi e dalla Caritas di Trieste per articolare senso e valori della quinta Giornata mondiale del povero, in programma domani, domenica 14 novembre: una ricorrenza istituita dallo stesso Papa Francesco e riassunta nel monito “I poveri li avete sempre con voi”.


Accoglienza, inclusione, intensificazione delle misure sanitarie alla luce del perdurare della pandemia. Le priorità sociali del momento hanno incentivato gli interventi da parte di Diocesi e Caritas, dando vita, come sottolineato dal vescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi, a un processo che ha visto «la Chiesa di Trieste adoperarsi per alleviare il disagio delle persone che in questo tempo spesso sono diventate più povere».

In tale ottica, la Giornata del 14 novembre ufficializza intanto l’apertura di due case di accoglienza già operative, entrambe intitolate alla memoria di due volontari della Caritas scomparsi prematuramente. Si tratta della casa “Alessio Stani”, sita dalle parti di via dell’Istria e a disposizione dei richiedenti d’asilo (per lo più provenienti dalla rotta balcanica) e la casa “Sara Gasperini”, alloggio della zona di via Rossetti, destinata invece a donne e bambini in stato di disagio: «La Chiesa di Trieste non si interessa della povertà, si interessa dei poveri, delle persone», ha rimarcato il vescovo Crepaldi insieme al direttore della Caritas don Alessandro Amodeo nel corso dell’incontro di ieri avvenuto nella sede della Diocesi in vista della ricorrenza di domani: «Stiamo dalla parte delle vite, dei volti e delle storie».

Accanto alle due strutture frutto della Fondazione diocesana Caritas Trieste, ecco emergere anche i dati di una ricerca dal titolo “Le donne migranti: vissuto, differenze culturali, maternità, rapporti con il territorio”, curata da Vera Pellegrino ed elaborata nell’ambito del Progetto “Fami ImpactFvg, finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2004/2020, coordinato dalla Regione e realizzato grazie alla collaborazione fra le quattro sedi Caritas del Friuli Venezia Giulia (Gorizia, Pordenone/ Concordia, Trieste e Udine) in partenariato con l’Ires Fvg Impresa Sociale, l’Istituto Ricerche Economiche e Sociali del Friuli Venezia Giulia. Il focus disegnato da Vera Pellegrino evidenzia diverse criticità. Le donne migranti presenti su questo territorio soffrono infatti della mancanza di una rete sociale, di comunità, palesano difficoltà nel seguire i figli a scuola e avvertono nel contempo la necessità di una informazione più calibrata, nutrita dai dati riguardanti i diritti e i servizi esistenti. La difficoltà maggiore? Stando ai risultati della ricerca diocesana, il tema più dolente corrisponde alla solitudine della maternità.—



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