In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni
la disputa sul consorzio culturale del monfalconese

Lorenzon sulla sede del Ccm «Il progetto non avrà intoppi»

Stoccata del presidente del Consorzio di bonifica al sindaco Cisint dopo le critiche «Non abbiamo professionalità per costruire un ristorante in cima alla centrale...»

Luca Perrino
2 minuti di lettura



Una scelta che, sin dall’inizio, ha diviso. Quella della nuova sede per il Consorzio culturale del Monfalconese. Alla fine una delle tante ipotesi sul tappeto, quella della trasformazione del magazzino operai del Consorzio di bonifica della Venezia Giulia, a Ronchi dei Legionari, è passata, seppur senza l’unanimità degli attori protagonisti. Il Comune di Monfalcone e quello di Fogliano Redipuglia, assente alla seduta, non hanno partecipato al voto. Il tutto dopo un lungo iter su una scelta che alimenta ancora polemiche dopo che Monfalcone si è sfilato, con il sindaco Anna Cisint che insiste nell’ipotesi dell’ex albergo impiegati quale sede per ospitare i fondi Cividini Bianchi, finita in minoranza e pronta a guardare oltre al Ccm. Ma, anche, paventando grandi incognite sul progetto di via Duca d’Aosta.

Dopo la politica e le amministrazioni comunali di Ronchi dei Legionari, San Canzian, San Pier, Staranzano, Turriaco e Sagrado a parlare della vicenda è il Consorzio di bonifica della Venezia Giulia. In modo molto diretto. «Non amo le chiacchiere inutili. Noi del Consorzio – dice il presidente Enzo Lorenzon – siamo persone concrete, abituate a progettare, a realizzare e a gestire opere con livelli di complessità spesso rilevanti, procedendo con serietà e professionalità di cui diamo quotidianamente prova sull’intero comprensorio consortile. Non siamo dei neofiti che, fino a ieri si occupavano d’altro. Vantiamo un’esperienza pluriennale che, tra le altre cose, ci ha consentito di trasformare la nostra sede di Ronchi dei Legionari e l’adiacente polo culturale consortile in un gioiellino che è sotto gli occhi di tutti».

Fin qui il messaggio chiaro: sappiamo quel che facciamo. Il Consorzio di bonifica, ricorda lo stesso Lorenzon, ha partecipato al bando a evidenza pubblica emesso dal Ccm, aperto a tutti gli enti consorziati, finalizzato all’acquisizione di un bene pubblico e alla contestuale redazione di uno studio di massima per la sua trasformazione in archivio e deposito di beni di pregio. «La nostra proposta – aggiunge – ha ottenuto il parere favorevole sia della Soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia, sia il Nof, ovvero il nulla osta di fattibilità, da parte del comando provinciale dei Vigili del fuoco. Il Comune di Monfalcone? Ha partecipato al medesimo bando proponendo il sito dell’ex albergo impiegati, ma dopo la stroncatura, per manifesta inadeguatezza della struttura, ricevuta con il parere negativo della Soprintendenza e visti gli insormontabili ostacoli per l’adeguamento alle norme antincendio, il sindaco Cisint ha preferito fare dietrofront e ritirare la proposta».

Nell’assemblea del 28 ottobre sei sindaci, meno Monfalcone e Fogliano Redipuglia, hanno approvato lo studio di massima prodotto dal Consorzio di bonifica che troverà compimento attraverso un percorso a tappe che prevede, sotto il costante monitoraggio del Consorzio culturale, prima l’approvazione del progetto preliminare, poi del progetto definitivo-esecutivo e, solo successivamente si procederà alla compravendita dell’area e alla realizzazione dell’opera. Contestualmente il Consorzio di bonifica si è impegnato a redigere la progettazione definitiva-esecutiva rispettando il limite di spesa del finanziamento concesso dalla Regione, pari a 1,4 milioni.

All’assemblea, che ha salutato inoltre il segretario generale Nicolò D’Avola, ringraziandolo per il lavoro svolto, si è giunti a fronte della delibera del consiglio di amministrazione che, il 19 ottobre, ha adottato la documentazione presentata dal Consorzio di bonifica, dopo la decisione assunta il 17 marzo dalla stessa assemblea con cui è stata avviata una nuova procedura per la ricerca dell’immobile. «E a proposito di proposte poco convincenti e pericolose, citando il sindaco Cisint che così si è espressa nei giorni scorsi – la chiosa sibillina del presidente Lorenzon – sicuramente non disponiamo di sufficienti professionalità per costruire un ristorante in cima alla ciminiera della centrale a carbone di Monfalcone, ma siamo certi di essere perfettamente in grado di realizzare, nel cortile di casa nostra, un magazzino ex-novo da adibire ad archivio e deposito, potendo cosi anche creare un polo culturale nel centro cittadino ronchese a beneficio di tutta la bisciacaria». Anche in questo caso il messaggio a Cisint, che assieme all’arrivo delle navi da crociera a Porotorosega aveva indicato pure il suo contro-progetto sull’area di A2A, è molto chiaro... —



I commenti dei lettori