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L’Italia si muove verso l’immunità sopra la media europea. Figliuolo: «Obiettivo 90% di vaccinati»

Il commissario: «L’Italia davanti a Francia, Germania e Regno Unito»

È lo «zoccolo duro» a tormentare il generale Figliuolo. Per il commissario all’emergenza resta poco più del 10 per cento di italiani over 12 da raggiungere entro Natale tramite spinta di Green Pass, medici di famiglia, farmacisti e accoppiamento con il vaccino antinfluenzale: «Stiamo riscoprendo la normalità grazie all’effetto di una campagna vaccinale senza precedenti, che ha portato in pochi mesi a proteggere oltre 46,5 milioni di italiani, l’86 per cento della popolazione over 12. Questi dati fanno sì che l’Italia si posizioni ben sopra la media europea, davanti a Paesi come Francia, Germania e Regno Unito. La campagna sta continuando, il nostro obiettivo è sfondare la quota dell’86 per cento e andare al 90».

Intanto i dati di ieri risultano in aumento rispetto a lunedì: 4.598 positivi contro 4.054. Sono 50 le vittime, due più del giorno prima; 468.104 i tamponi molecolari e antigenici effettuati nelle ultime 24 ore con un tasso di positività dell’1 per cento, in aumento rispetto allo 0,6 di lunedì. Stabili i 341 pazienti ricoverati in terapia intensiva. I ricoverati nei reparti ordinari invece sono 2.615, 11 in più rispetto al giorno prima.

Continua la terza dose con oltre 1,2 milioni di iniezioni fatte, circa un terzo della platea di anziani e fragili a cui per ora è dedicata. E mercoledì in Vaticano l’ha avuta anche Papa Francesco.

Per il resto della popolazione il sottosegretario alla Salute Andrea Costa chiarisce che «si valuterà in base ai dati, così come non è esclusa l’ipotesi di obbligo vaccinale. È stato già messo per alcune categorie e si vedrà nelle prossime settimane se introdurlo per altre fasce ancora. Intanto dobbiamo dire grazie agli oltre 46 milioni di cittadini che si sono vaccinati». E per il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi «dopo gli 80enni potrebbero essere gli insegnanti ad avere la priorità assoluta per la terza dose».

A proposito di scuola, arriva la fotografia della Fondazione Gimbe per cui non ci sarebbe stato il temuto effetto riapertura sia grazie alla vaccinazione di insegnanti e studenti sia per la campagna generale. «Le evidenze scientifiche - spiega il presidente Nino Cartabellotta - da un lato dimostrano che non esiste il rischio zero di contagio, dall’altro suggeriscono che è possibile minimizzarlo tramite un approccio multifattoriale integrando differenti interventi di prevenzione individuale e ambientale». Il report di Gimbe ricorda che nel periodo 4-17 ottobre sono stati diagnosticati nella fascia d’età 0-19 anni 8.857 casi, di cui 99 ospedalizzati, 3 ricoverati in terapia intensiva e nessun decesso, con una progressiva riduzione nell’ultimo mese. Al 25 ottobre il 67,2 per cento dei 12-19enni ha completato il ciclo vaccinale e il 5,5 ha fatto la prima dose. Riguardo al personale scolastico, il 91,2 per cento ha completato il ciclo vaccinale e il 3 ha ricevuto la prima dose di vaccino con uno zoccolo duro di inconvincibili finora del 6.

Un problema invernale potrebbe rivelarsi infine l’influenza. Per Fabrizio Pregliasco, virologo della Statale di Milano, «è sottovalutata, ma può fare dai 6 mila ai 10 mila morti, confondersi con il Covid nelle diagnosi e sommarsi ai disagi ospedalieri provocati dalla variante Delta. Per questo è auspicabile che tutti facciano anche il vaccino antinfluenzale». —

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