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Per la piattaforma affondata a Pola: un futuro da scoglio artificiale

Un’immagine della piattaforma che estrae metano dal fondale marino Ivana D. (Foto jutarnji.hr)

Ipotesi avanzata daIl’Ina, proprietaria della struttura colata a picco nel 2020. Critiche dagli attivisti di Greenpeace. Attesa per gli esiti dell’inchiesta sul crollo

POLA In attesa dei risultati ufficiali dell’inchiesta, che dovrebbero arrivare tra un paio di mesi, la piattaforma metanifera Ivana D – colpita lo scorso dicembre da una violenta ondata di maltempo e colata a picco – continuerà a restare sul fondale dell’Adriatico, una quarantina di chilometri al largo di Pola. La conferma è giunta dalla compagnia petrolifera croato-ungherese Ina, interpellata di recente al riguardo da attivisti di Greenpeace, nel corso dell’azione intitolata Il profitto al business del gas, all’Adriatico i rifiuti.

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