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A Trieste il record nazionale di violenze sessuali denunciate

La provincia risulta al 20.mo posto in Italia per tasso di reati segnalati, ma sui dati incide la tradizionale propensione a rivolgersi alle istituzioni

TRIESTE. Nel 2020, nell’anno della pandemia, nella provincia di Trieste sono state raccolte in totale 7.795 denunce - 3.341,5 ogni 100 mila abitanti - 48 delle quali per violenza sessuale, 341 per lesioni dolose, 810 per danneggiamenti, 48 per estorsioni, 219 per spaccio e 255 per furti in abitazione. Dati che pesano sul rapporto “Lab 24”, elaborato dal Sole 24 Ore, e che spingono la città al 20. mo posto a livello nazionale per tasso di denunce registrate rispetto alla popolazione. È una collocazione, quella della classifica appena pubblicata dal Sole, che fotografa i delitti emersi in seguito alle segnalazioni fatte dai cittadini a Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo forestale dello Stato, Polizia locale, Guarda costiera, Dia e Polizia penitenziaria. Si tratta però di dati da leggere con cautela. Un maggior numero di denunce rispetto ad altri territori, infatti, non necessariamente significa una maggior propensione al crimine, quanto piuttosto il fatto che qui c’è l’abitudine a sporgere denuncia più che altrove. Nel caso della violenza sessuale, ad esempio, qui emerge una maggiore tendenza delle donne a denunciare, a farsi aiutare. Questo anche grazie a una rete di supporto che si conferma efficiente. Nello specifico, a Trieste, come detto, sono state raccolte nel 2020 48 denunce (20,6 ogni 100 mila abitanti) per violenza sessuale: un dato che ci trascina al primo posto per questo tipo di reato. E sul triste podio, al secondo posto con 24 denunce, ci finisce anche Gorizia. In provincia di Trieste sono state totalizzate anche 282 denunce per minacce, 341 (secondo posto a livello nazionale) per lesioni dolose e 10 per sfruttamento della prostituzione. Siamo al decimo posto in Italia per percosse (71) ed estorsioni (48). Nel 2020 Trieste non ha registrato omicidi. Ci sono state una sola denuncia per usura, una per contrabbando, quattro per incendi e 10 per contraffazioni industriali. Zero denunce per associazione di tipo mafioso e una per associazione a delinquere. I reati per furto denunciati sono stati 1.893, ovvero 811,5 ogni 100 mila abitanti, per un 60.mo posto nazionale. Se le denunce per furto in abitazione sono state 255 (83.mo posto), quelle per furto negli esercizi commerciali sono state 217 (27.mo), quelle per furto all’interno di un’auto in sosta 111 e quelle per furto con strappo 11 (79.mo). Le rapine in abitazione denunciate sono state otto (19. mo posto), 14 quelle negli esercizi commerciali, e 30 quelle sulla strada. Non ci sono state rapine in banca o agli uffici postali. Ci sono poi i reati informatici, che vedono Trieste al quinto posto con 1.396 denunce (Gorizia qui è al primo) per truffe e frodi online. E sui dati del Sole interviene la segretaria triestina Pd Laura Famulari: «A campagna elettorale chiusa e fuor di polemica dobbiamo purtroppo constatare che le preoccupazioni per la sicurezza a Trieste sono fondate e che la nuova giunta Dipiazza ha davanti tanto lavoro per recuperare posizioni. I primati negativi della città aspettano interventi efficaci soprattutto sul piano dell’inclusione sociale e della prevenzione: confidiamo che la composizione della nuova giunta terrà conto anche di queste criticità».

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