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Pensieri a passeggio nella città non luogo che attende i forestieri per un giorno intero

Il viaggio dello scrittore Nacci in un centro che ricorda la Fortezza Bastiani di Buzzati dove il tempo pare essersi fermato

TRIESTE Che cos’è Trieste? Me lo sono chiesto a lungo. Me lo chiedo con maggior vigore in questi strani giorni di ottobre. Qualche anno fa mi sono permesso di definirla una città “selvatica”, soprattutto per il Carso che la circonda e la penetra, e per il carattere dei suoi abitanti. Periferici e orgogliosi della propria unicità, ribelli eppure in larga parte borghesi, mitteleuropei e mediterranei, irriducibilmente ventosi e dunque volubili: seguaci della bora chiara che spazza via ogni incertezza e instaura l’ordine dell’azzurro, o della bora scura che distrugge e non fa prigionieri.

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