Protesta No Green pass a Trieste, i manifestanti restano in piazza Unità

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa: «I dati nel nostro Paese ci indicano come il percorso tracciato dal governo fino ad oggi abbia portato dei buoni risultati»

TRIESTE Dopo il venerdì dei cortei “fantasma”, sabato mattina i rappresentanti del Coordinamento 15 ottobre hanno avuto l’incontro con il ministro Stefano Patuanelli, mentre in piazza Unità oltre duemila persone si sono riunite in presidio. Tra loro molti portuali di Trieste e anche di Genova. Il Coordinamento 15 ottobre ha detto che attenderà di conoscere la risposta del governo dopo il Consiglio dei Ministri di martedì prima di valutare eventuali nuove forme di protesta nel caso in cui le loro richieste – abolizione del Green Pass e dell’obbligo vaccinale in primis – non vengano accolte. E fino a martedì i manifestanti resteranno a presidiare piazza Unità. 

Ecco la cronaca della giornata (foto e video di Francesco Bruni)

Aggiornamento ore 17. I manifestanti restano a presidiare piazza Unità

I manifestanti restano a presidiare piazza Unità: la situazione alle 17 in questa foto scattata da Andrea Lasorte

Dopo il presidio e l’incontro con il ministro Patuanelli, che si è detto disponibile a riportare martedì in Consiglio dei ministri le istanze del Coordinamento 15 ottobre, i No Green pass sono rimasti in piazza Unità, seppur in numero minore rispetto alla concentrazione registrata in mattinata. L’intenzione è evidentemente quella di continuare il presidio fino a quel giorno. In questo senso si era espresso anche Puzzer parlando a margine con i giornalisti dopo aver riportato alla piazza l’esito dell’incontro con il ministro.

Aggiornamento ore 12: Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa: “I dati dimostrano che il percorso tracciato dal governo fino ad oggi ha portato buoni risultati”

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, intervenuto a Rainews24, ha commentato le istanze No green pass avanzate a Trieste: «Una delle richieste del coordinamento no-green pass di Trieste è quella di abolire il green pass e ovviamente è una richiesta sulla quale il governo non credo abbia spazio per prenderla in considerazione, così come togliere l'obbligo vaccinale laddove il governo lo ha previsto per alcune categorie. Credo che sia chiaro che da parte nostra c'è la volontà di proseguire su questa strada, anche perché- ha sottolineato - i dati, fortunatamente, nel nostro Paese ci indicano come il percorso tracciato dal governo fino ad oggi abbia portato dei buoni risultati».

Aggiornamento ore 11.50, Puzzer: “Se martedì il governo ci snobberà ci ritroveremo in piazza. Noi non trattiamo” 

La delegazione del Coordinamento 15 ottobre che oggi ha incontrato il ministro Patuanelli ha tenuto una conferenza stampa per spiegare l’esito dell’incontro. A prendere la parola è stato Stefano Puzzer: “Era giusto dare risposte al popolo – ha detto -. Abbiamo ribadito che non siamo disposti a trattare e a fare nessun tipo di accordo”.

No Green Pass a Trieste, Puzzer: "Se il governo ci snobberà le proteste continueranno"

“Il primo punto posto con estrema fermezza è stato il No Green Pass e il No all’obbligo vaccinale per nessuna categoria” ha spiegato Puzzer tra l’ovazione dei presenti. “Nè adesso nè mai. Il secondo punto è il rispetto della Costituzione, dei nostri diritti e della nostra libertà di scelta. Siamo cittadini e tutto il popolo ha diritto di manifestare. Non avvengano mai più assalti come quelli accaduti lunedì: su questo abbiamo chiesto che il governo presenti scuse ufficiali ai triestini, alle famiglie, ai lavoratori e a tutti gli italiani. Non trattiamo nemmeno di una virgola”.

Puzzer ha poi spiegato che martedì si riunirà il Consiglio dei ministri e il ministro Patuanelli si è impegnato “a portare le nostre istanze al governo. Si sono dimenticati la realtà del paese – ha detto –, non sanno nemmeno qual è la realtà dell’economia e delle famiglie. Le nostre sono istanze di tutto il popolo italiano. Non mi sto montando la testa, non ho nessuna velleità di fare politica” ha precisato. 

Per quanto riguarda la protesta Puzzer ha sottolineato: “Dobbiamo manifestare ogni giorno ancora di più. Aspettiamo martedì: se il governo ci snobberà allora ci ritroveremo in questa piazza e sarà il popolo a decidere. Se si sentirà in una dittatura faremo finalmente rispettare la legge” ha concluso.

Se dunque martedì si deciderà la forma con cui portare avanti la protesta, parlando a margine con i giornalisti, Puzzer ha poi lasciato intendere che il presidio rimane attivo fino a martedì. 

Aggiornamento ore 10.50: un migliaio di persone al presidio in piazza, Patuanelli: “Incontro cordiale, riferirò richieste al Cdm”

Sono circa un migliaio le persone arrivate in piazza Unità: ora si tratta di conoscere l’esito dell’incontro conclusosi un’ora fa tra il Coordinamento 15 ottobre e il ministro Patuanelli e le eventuali azioni che ne seguiranno.

Protesta No Green Pass, i camalli di Genova sostegno dei colleghi di Trieste

Poco prima dell’inizio della conferenza stampa del Coordinamento è arrivata una nota del ministro Patuanelli: “È stato un incontro cordiale, in cui Puzzer, in qualità di portavoce del Coordinamento 15 ottobre, ha avanzato 3 richieste specifiche. Come rappresentante del Governo ho preso l’impegno di riferire dell’incontro in Consiglio dei Ministri. Abbiamo tutti convenuto sull’importanza del mantenere ogni tipo di manifestazione distante da ogni tipo di violenza" si legge.

Le richieste rivolte al ministro sono state: ritiro del green pass sui posti di lavoro, ritiro dell'obbligo vaccinale per le categorie previste per legge e il no alle violenze.

Aggiornamento ore 10: concluso il vertice con Patuanelli

L'incontro tra la delegazione del Coordinamento 15 Ottobre e il ministro Patuanelli, a cui ha presenziato anche il prefetto Valenti, si è concluso pochi minuti prima delle 10; è durato un'ora circa. Il titolare del dicastero delle Risorse agricole all'uscita si è allontanato in auto senza rilasciare dichiarazioni.

Trieste, il ministro Patuanelli se ne va dopo l'incontro con i No Green pass

Al contrario, i componenti del Coordinamento hanno dato appuntamento ai giornalisti presenti in piazza Unità d'Italia dove per le 11 è stata convocata una conferenza stampa.

Aggiornamento ore 9.50: centinaia di manifestanti, in corso il vertice con Patuanelli

«Togliere il Green Pass e il vaccino obbligatorio, questo proporremo. Non sarà una trattativa tra il popolo e il governo». Lo ha detto Stefano Puzzer, portavoce del Coordinamento 15 ottobre, il neonato movimento contro il Green pass, prima dell'incontro con il ministro delle Politiche agricole, il triestino Stefano Patuanelli. La riunione è cominciata e sono in corso gli interventi. «Spero venga redatto un verbale che consegneremo in piazza Unità a tutti», ha aggiunto Puzzer, presente con gli altri quattro rappresentanti del Coordinamento.

Protesta No Green Pass, cosa sta accadendo a Trieste: il punto della situazione

E mentre è in corso il vertice aumenta il numero di persone presenti al presidio in piazza Unità a Trieste. Circa 300 al momento i presenti, tra cui i camalli del porto di Genova.

  

Protesta No Green Pass a Trieste, il coro di portuali e manifestanti in piazza Unità

Aggiornamento ore 9: portuali in piazza Unità

In piazza Unità stanno iniziando ad arrivare i primi manifestanti. Tra questi da segnalare la presenza di numerosi portuali sia di Trieste che di Genova. Al momento ci sono circa un centinaio di persone, in attesa di conoscere l’esito dell’incontro previsto con il ministro Patuanelli.

Aggiornamento ore 8: meno di 20 persone in piazza Unità

Nelle prime ore del mattino la situazione in piazza Unità sembrava tranquilla, con pochissime persone presenti.

I movimenti che animano la protesta, però, sono ormai spaccati e non si escludono iniziative a sorpresa, tanto più che nella giornata di venerdì girava un volantino in cui si annunciava un ipotetico corteo nel pomeriggio, verso le 15. Non c’è, però, al momento, alcuna conferma. 

In attesa di vedere come evolve la giornata, Trieste continua a rimanere blindata con controlli ovunque: tra polizia, carabinieri e finanzieri, il Viminale ha mandato in supporto 400 uomini dei reparti mobili provenienti dalle Questura e dai Comandi di tutta Italia.

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