Trieste: smascherato un centro massaggio cinese a luci rosse

TRIESTE Un’indagine, coordinata dalla locale Procura della Repubblica diretta da Antonio De Nicolo, ha consentito di acclarare come in un centro massaggi gestito da cittadini di nazionalità cinese venisse praticata l’attività di meretricio da parte di giovani massaggiatrici orientali.
Le investigazioni – dirette dal pm titolare del fascicolo processuale Federico Frezza ed esperite da personale della sezione “Criminalità diffusa, extracomunitaria e prostituzione” della Squadra Mobile del capoluogo giuliano – sono partite per contrastare l’induzione alla prostituzione di donne di nazionalità cinese da parte di connazionali mediante l’impiego delle stesse all’interno di centri massaggi.

L’obiettivo è dunque anche la tutela delle vittime sfruttate in tali attività.

Infatti – si legge nel comunicato – pur se ciò non appare alla superficie, in quanto pressoché mai si registrano episodi di violenza brutale ed eclatante, né vi è mai alcuna ribellione da parte della donne sfruttate, in realtà la gestione dei centri massaggi cela fenomeni di grave sfruttamento delle ragazze che vi lavorano, alle quali vengono imposti turni di “lavoro” pesantissimi (in genere, dalle 8 di mattina alle 23, senza mai uscire nemmeno per i pasti), e con corresponsione di compensi irrisori, che raramente superano il 20% dell’incasso.
Si tratta – si legge ancora nella nota – di uno sfruttamento intollerabile in una società civile, caratterizzato da vittime silenziose e pressoché invisibili; ovvero, da soggetti fragili, in quanto del tutto incapaci (per paura, per scarsa conoscenza anzitutto delle lingua, poi delle istituzioni, per timore di ritorsioni verso i parenti) di far valere i propri diritti fondamentali. 


In tale ottica, già lo scorso mese di luglio, l’attività investigativa aveva consentito di acclarare come presso altro centro massaggi cinese venissero offerti ai clienti pratiche sessuali consistenti prevalentemente nella masturbazione. Nell’occasione era stata rinvenuta nella disponibilità della titolare la somma di 40mila euro in contanti e si era proceduto al sequestro del Centro Massaggi.
Le indagini sono così proseguite ponendo sotto la lente di ingrandimento un ulteriore Centro massaggi cinese sito in viale D’Annunzio: le investigazioni, svoltesi con numerosi servizi di osservazione supportati dall’installazione di telecamere all’interno del predetto centro, hanno consentito di accertare come, anche in questo caso, l’esecuzione di ordinari massaggi corporali costituisse solo un aspetto marginale delle prestazioni offerte. Ai clienti, infatti, una volta fatti accomodare sull’apposito lettino veniva praticata, previo pagamento del corrispettivo variabile tra i 50 ed i 70 €, nella quasi totalità dei casi la masturbazione ed in alcune occasioni anche pratiche sadomaso.
Anche in questo caso la massaggiatrice è stata costretta, facendo leva sulle necessità economiche della stessa, a turnazioni di “lavoro” che sono andate ben oltre gli ordinari orari lavorativi permanendo all’interno del Centro per dodici ore consecutive e sette giorni su sette a fronte di una retribuzione di 200€ mensili. Anche la frugale consumazione dei pasti doveva essere consumata in loco in quanto qualora fosse arrivato un cliente questi doveva essere immediatamente accolto ed assecondato nelle prestazioni richieste.
Sulla scorta degli elementi acquisiti, il P.M. titolare dell’indagine ha iscritto nel registro degli indagati, per il reato di agevolazione/sfruttamento della prostituzione, la cittadina cinese C.S., classe ’74, titolare del Centro Massaggi, emettendo a suo carico, nonché nei confronti della connazionale impiegata nel menzionato Centro, ma residente nella città di Gorizia, un decreto di perquisizione personale e locale che è stato eseguito nella giornata di ieri presso il centro massaggi riferibile a C.S., nonché presso le abitazioni delle donne.
All’esito dell’attività delegata, eseguita dagli investigatori della Squadra Mobile di Trieste, coadiuvati da personale della Squadra Mobile di Gorizia, è stato sottoposto a sequestro il Centro Massaggi oggetto di monitoraggio.

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